Crisi o non crisi il governo ha fallito

di Pasquale Ferraro
12 Gennaio 2021

Quella che si profila all’orizzonte, altro non è che l’ennesima crisi di governo, forse l’unico elemento di continuità nella storia repubblicana, ma in generale di tutta la storia unitaria. L’attuale esecutivo, si trova a rispondere di una serie di fallimenti dovuti alla propria incapacità e precarietà nella gestione della pandemia, ma soprattutto nella pianificazione di una strategia economica di risposta alle difficoltà provocate dai lunghi periodi di inattività e da interi settori industriali  annichiliti.

Il governo queste risposte non le ha sapute fornire, anzi ha più che altro messo in campo una politica fondata sulle toppe, senza alcuna prospettiva di lungo periodo.

La stessa gestione della pandemia, si è gradualmente indirizzata verso uno stile tragicomico e farsesco, che sta ormai portando i cittadini italiani all’esasperazione, oltre che ad una sempre più labile soglia di povertà.

Si potevano compiere alcune scelte indirizzate a ricostruire il paese, partendo proprio dalle criticità che la pandemia ha messo in evidenza, ma si è preferito seguitare sulla strada del nulla, applicando il niente.

Quasi paradossale per un paese democratico è stata la totale assenza di rispetto per il parlamento e per le istituzioni democratiche, preferendo utilizzare toni e metodi più adatti a sistemi statutari. Si vedano le varie volte in cui si è fatto largo uso del “Noi concediamo” e altri simili accenni di tardo albertinismo politico.

Il Presidente del Consiglio, incensato da molti giornali, ha più che altro sfruttato il momento delicato, al fine di edificare un proprio consenso personale, cosi da sanare quella debolezza dovuta al non avere una forza politica alle spalle, ma un movimento come quello grillino, ormai indirizzato verso un inevitabile declino politico.

Il partito democratico, vera e propria colonna portante del governo, pur non avendo alcuna progettualità economica, ha tentato e tuttora si prodiga per evitare una crisi di governo che con molta probabilità sfocerebbe in uno scioglimento delle camere, che farebbe saltare il piano dei dirigenti del Nazareno verso il semestre bianco e l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

Cosi come i grillini, hanno tutto l’interesse ad evitare il ritorno alle urne, in quanto più della metà degli attuali parlamentari tornerebbero a chattare online dal divano di casa.

In tutto questo incastro di equilibri per la sopravvivenza reciproca si erge la figura di Renzi.

L’ex Premier e Segretario del partito democratico, con la sua pattuglia di fedelissimi minaccia l’esecutivo ed ha ormai ingaggiato un duello con l’attuale premier che non potrà non sfociare in un esito che finirà per condizionare il futuro politico del paese.

Non perché i due avranno con certezza un ruolo futuro, il che come la storia italiana ci insegna non è mai un dato certo, ma poiché dalla crisi di governo o dalla non crisi si capirà il futuro politico del paese.

Si capirà se questo paese sceglierà di investire nel presente per costruire il futuro, oppure se continuerà a navigare sulle onde del parassitismo grillino e clientelarismo becero messo in campo dalla più scalcinata classe politica della storia italica dalla fondazione di Roma.