Attendendo una grande riforma, la Meloni mette le mani sul lavoro

di Jacopo Ugolini
9 Gennaio 2023

La legge di Bilancio, e l’immancabile Decreto Milleproroghe, corrispondono ad una nuova visione del mondo del lavoro, che segue gli indirizzi politici ed economici del neonato Governo guidato dalla leader di Fratelli d’Italia. L’omogeneità dei valori e del credo politico della coalizione di centrodestra permette, infatti, di avere finalmente una visione di lungo respiro e soprattutto complessivamente coerente, a differenza di ciò che derivava da coalizioni che definirle forzate significherebbe averle sottostimate.

Quando metti insieme due partiti che si sono presentati con due programmi fortemente diversi, vedasi ad esempio il primo Governo Conte ma anche il Conte II, non si può che vedere un insieme di proposte scollegate tra loro, senza una chiara visione. Ora, il centrodestra è al governo e ciò permette di dare una direzione di lungo corso all’Italia. Si è partiti, appunto, con la legge di Bilancio e il decreto Milleproroghe che tra reddito di cittadinanza, assunzioni, decontribuzioni, taglio del cuneo fiscale e tanto altro permettono all’Italia di avviarsi verso un futuro di libertà economica vera. Innanzitutto, si è intervenuti sul reddito di cittadinanza: è chiaro a tutti (si spera!) che non ha funzionato come si pensava funzionasse. È diventato un semplice sussidio – tra l’altro non sempre destinato ai più poveri – che non crea né economia né lavoro. Il RdC per il 2023 sarà garantito solo per 7 mesi a chi è considerato occupabile ed i percettori che rifiutano la prima offerta di lavoro (anche se non considerata “congrua”) perdono il reddito. Invece, per i giovani, tra i 18 e i 29, che non hanno completato la scuola dell’obbligo, è possibile ricevere il reddito solo se si completano determinati corsi di formazione.

L’ha ben spiegato il Ministro Valditara: è immorale dare dei sussidi a chi non ha rispettato gli obblighi scolastici previsti per ciascun cittadino italiano. Per agevolare il reinserimento dei percettori nel mondo del lavoro, è prevista la decontribuzione fino a otto mila euro per l’assunzione dei beneficiari del reddito, come per le assunzioni di giovani e di donne fragili. Si è iniziato anche a tagliare il cuneo fiscale: per i redditi fino a 35mila euro è confermato il taglio contributivo del 2%, in più è stata allargata la platea dei beneficiari del taglio del cuneo fiscale al 3%, che passa dai redditi fino a 20mila a quelli fino a 25mila euro.

Rimanendo nell’ambito del lavoro, vi è da segnalare la proroga dello smart working per tutti i lavoratori fragili, che siano del settore pubblico che del privato, fino al 31 marzo. Proroga anche per i lavoratori provenienti da paesi extra UE, per i quali sono state confermate le procedure semplificate di assunzione. Inoltre, per far fronte alla crisi che determinati settori lavorativi stanno vivendo, la manovra stanzia ulteriori 250 milioni di euro per la cassa integrazione, dei quali 179 sono indirizzati al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali già implementati. Beneficia di un focus particolare il settore aereo, i cui lavoratori godranno della proroga delle tutele economiche già previste durante il periodo pandemico. Infine, è stato esteso il bacino dei beneficiari della flat tax al 15%, che passa dai redditi fino a 60 mila a 85 mila. Non manca nemmeno la fla tax incrementale, più cara a Fratelli d’Italia che agli altri alleati, che verrà applicata al 15% fino a 100 mila euro sulla differenza tra l’incremento e il reddito più alto dell’ultimo triennio.

È stata chiara fin dall’inizio Giorgia Meloni, coadiuvata dal Ministro Giorgetti, nel comunicare che non era il momento di spese irresponsabili e che la prima manovra del nuovo Governo sarebbe stata inevitabilmente costruita sul solco del Governo Draghi. È normale, quindi, che la soddisfazione dei cittadini, ancor prima degli elettori del centrodestra, non sia tanta. Ma, allo stesso tempo, pensare che da un giorno all’altro le condizioni dell’Italia sarebbero state stravolte in positivo, sarebbe stato un comportamento alquanto stolto. Come detto dal Ministro Calderone, quest’anno sarà l’anno della grande riforma del mercato del lavoro. Questo intervento con la legge di Bilancio (e il Decreto Milleproroghe), quindi, è solo un primo passo.