I fedeli piangono  Benedetto XVI, il custode silenzioso della Cristianità 

di Pasquale Ferraro
5 Gennaio 2023

“Custos , quid noctis?”  ( Isaia 21,11) 

Una folla silenziosa per tre giorni si è recata sin dalle prime luci dell’alba per porgere l’ultimo deferente e sincero saluto a Benedetto XVI. A migliaia come un fiume  hanno attraversato la Basilica fin sotto il Baldacchino del Bernini, nessuno se lo aspettava, perché si Benedetto XVI è stato molto amato, ha rappresentato una figura unica e straordinaria – ne  abbiamo sempre scritto e continueremo a farlo – il più grande teologo contemporaneo e l’ultimo grande dottore della Chiesa, ma un Pontefice emerito, un uomo che lasciando il soglio pontificio, scegliendo una vita di preghiera, ritirandosi  nel Convento Mater Ecclesiae all’interno della Città del Vaticano.

Dieci anni di ritiro e di pregherai, di ulteriori contributi negli studi e con importanti pubblicazioni tra cui l’ultima  e ormai celeberrima biografia. Alcuni interventi su questioni e temi teologici e sulla pedofilia, ma nessun intervento pubblico, nulla che potesse offuscare il suo successore o confondere i fedeli. “Il papa – disse – è uno solo”, e mai si fece trascinare in polemiche, ne in dietrologie, nulla, Benedetto XVI ha servito la Chiesa fino all’ultimo istante della sua vita.  

Ma in questi anni l’amore dei fedeli per lui non si è disperso, non ha ceduto al tempo o alla lontananza, ma è maturato giorno dopo giorno, e quel gesto così inaspettato, “rivoluzionario” per la i paradigmi stessi dei fedeli è stato letto e capito come il più grande gesto di amore per la Chiesa.  Un gesto lungamente meditato e che Papa Benedetto ha compiuto  da “umile lavoratore nella vigna del Signore”. Non è scappato davanti ai lupi, non ha mai ceduto. Il suo impegno per difendere le radici, la tradizione, per custodire la Cristianità e l’Europa sono stati capiti più oggi di allora, perché oggi la tempesta che Benedetto XVI annunciò è arrivata, e la sua profezia si è realizzata. 

Papa Benedetto XVI ha lottato per unire “fede e ragione”,  per salvare l’uomo dalla distruzione, dalle “mode”, dalla “dittatura del relativismo”, in nome di quel “vero umanesimo” che è Gesù Cristo “il figlio dell’uomo”.  

Ha sempre creduto che la forza e la controffensiva della Cristianità sarebbe venuta dalle “minoranza creativa” , ed è proprio una “minoranza creativa” , poi pian piano divenuta “ marea  silenziosa” che si è messa in moto per lui. Tantissimi giovani, nati sotto il suo pontificato o cresciuti in quegli anni difficili, ma intensi, perché la tempesta fa parte della vita, e anche la Chiesa deve saper affrontare i venti contrari, stretta a quella croce che ne è la forza. In Papa Benedetto XVI anche in questi anni di silenzio, di preghiera, i fedeli hanno visto la roccia che reggeva la Chiesa, il custode della tradizione e il guardiano silenzioso, “custos” come recita la Profezia di Isaia. 

Ora quella guardia si affaccia dalla “finestra della casa del Padre”, ma la testimonianza di fede, cosi come le parole  limpide e profonde del suo testamento spirituale ci hanno mostrato, sono ancora la guida e il sentiero su cui la Chiesa e la Cristianità tutta devono prepararsi ad affrontare la più dura di tutte le battaglie. Perché come lo stesso Papa Benedetto XVI ebbe a riammettere “ La Chiesa è di Cristo” e attende il “ritorno di Cristo” perché così “ è scritto”.  

Benedetto XVI da oggi riposerà nelle cripte vaticane nella tomba che fu di Giovanni XXIII e poi di Giovanni Paolo II  – due Papi proclamati Santi in quella Santa Messa passata alla storia come “ la messa dei quattro papi” – ma il suo spirito riecheggia nei cuori e guida le menti di tutti i Cristiani.