Croce: il maestro della Nazione

di Pasquale Ferraro
21 Novembre 2022

Benedetto Croce – don Benedetto per tutti –  è stato ed è ancora oggi un faro luminoso nella cultura italiana. Filosofo attento e calato tanto nel dibattito filosofico, quanto in quello politico ha saputo interpretare il ruolo dell’ intellettuale  impegnato, guardiano silenzioso e attivo combattente nelle pieghe tragiche della nostra storia. Il 70° anniversario dalla morte consegna al  grande pubblico l’occasione di entrare a contatto con un maestro assoluto, con un osservatore acuto e un critico formidabile. Croce non è solo un filosofo, ma l’espressione autentica di una cultura vibrante, come le sferze che il suo pensiero scolpito nei tratti decisi della sua penna ha saputo assestare nei lunghi anni della sua attività.

Croce è una pagina fondamentale nella nostra tradizione, nelle pieghe talvolta disordinate della nostra memoria. Fu filosofo prima che politico e mai rinuncio alla sua “umanità” al suo legame con la tradizione. Spirò senza eredi intellettuali, senza continuatori in grado di incidere compiutamente sul dispiegarsi della nostra storia. Rimangono impresse le sua pagine, il suo “storicismo assoluto”, i suo avvertimenti – troppo spesso disattesi – ad un paese che non ha mai accettato di buono grado i consigli, preferendo alle accortezze dei maestri le esuberanze dei bulli. Croce non temette mai nulla, perché l’unico suo impegno era la coerenza, sua prima caratteristica.

Tutto ciò che fece,  fu ponderato e attuato con lo spirito di chi alla fine sa di essere un vivandate solitario nella notte dei tempi, portando con se una lucerna sufficiente a ricordare che il pensiero, come la filosofia non si arrestano mai, seguono anch’essi l’andamento della storia.