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Un manifesto per la Nazione

di Giuseppe Farese, in Idee, del

Ernesto Galli della Loggia ha l’innegabile merito di riportare al centro del dibattito pubblico temi ed idee dirimenti per il futuro del Paese. Lo fa, come di consueto, con perizia e lucidità sottraendo, in tal modo, tali argomenti all’utilizzo strumentale e di parte con cui vengono adoperati dalla propaganda politica. In un’editoriale apparso lo scorso venti luglio sul Corriere della Sera(La Nazione ha ancora un senso), Galli della Loggia ha rilanciato la valenza e l’attualità dell’idea di Nazione. Un’idea che, ricorda lo storico e intellettuale, è stata messa profondamente in discussione dal processo di costruzione europea. L’ideologia europeista ha infatti contribuito a minare alla base, delegittimandola, la dimensione della Nazione attribuendo a quest’ultima tutte le peggiori sciagure del novecento.

Ciò, continua Galli della Loggia, ha avuto un risvolto ancor più marcato nel nostro Paese dove la Repubblica, nata in avversione al fascismo, ha manifestato un atteggiamento di sostanziale insofferenza verso l’idea di Nazione. Condizionato da questo clima di ostracizzazione (cui hanno contribuito la cultura cattolica e quella comunista), l’establishment italiano si è fatto portatore di un europeismo acritico che ha lentamente indebolito la sovranità anche in settori fondamentali come la formazione delle leggi. In tal modo il tema della Nazione, osserva ancora Galli della Loggia, è stato progressivamente espulso dal dibattito pubblico, finché, d’un tratto, è divenuto strumento di una parte politica che ne ha compreso la forza attrattiva verso l’elettorato. Da qui le pulsioni sovraniste e nazionaliste dei nostri giorni. Tuttavia l’idea di Nazione ha avuto nella storia innumerevoli conseguenze positive tra le quali Galli della Loggia annovera la nascita della democrazia moderna e del liberalismo, del Welfare e della sanità pubblica, del suffragio universale e della scuola obbligatoria. Ecco perché, conclude lo storico ed editorialista del Corriere della Sera, alla deriva nazionalista va opposta con forza la cultura della nazione democratica capace in diversi casi di aprirsi al mondo con una forte carica umanitaria.

Ancora una volta Galli della Loggia, oltre a mostrare grande lucidità di analisi rispetto a tematiche di rilievo, offre spunti rilevanti e imprescindibili a chiunque voglia tentare di ricostruire il polo moderato e conservatore nel nostro Paese. La progressiva avanzata della Lega, fondata su sovranismo e primato degli italiani, sta infatti drenando consensi alle tradizionali forze di centro-destra, Forza Italia e Fratelli d’Italia, destinate, stante così la situazione, ad una lenta ed inesorabile consunzione. D’altronde la rottura dell’alleanza, in occasione della formazione del governo, ritengo abbia segnato una frattura difficilmente ricomponibile anche in considerazione delle profonde divergenze che Forza Italia e Fdi mostrano rispetto all’operato dell’esecutivo. Dinanzi a tale situazione perché non provare a ricostruire il fronte liberale e conservatore proprio partendo dall’idea di Nazione correttamente rilanciata da Ernesto Galli della Loggia? Un’idea di Nazione positiva, inclusiva che non sfoci nel nazionalismo e nel sovranismo ma che ricostituisca, intorno ad alcuni principi, un’identità condivisa. In tal senso provo ad elencare dieci punti sui quali cementare tale appartenenza alla comunità nazionale rinsaldando, in tal modo, i motivi e i valori dello stare insieme. Senso dello stato e delle istituzioni, legalità ed etica pubblica, meritocrazia nella scuola e nell’Università, trasparenza ed efficienza della pubblica amministrazione, coesione e solidarietà sociale, difesa del made in Italy, tutela e promozione del patrimonio artistico e paesistico, conservazione dei centri storici e dei borghi antichi, recupero delle tradizioni civili e religiose, istituzione di un Museo della storia nazionale.

Credo che da questi punti si debba prendere le mosse per dare slancio ad un rinnovato spirito nazionale che restituisca agli italiani un sincero sentimento patriottico. Ipotizzando, ed è la proposta che lancio agli amici di Nazione Futura, di racchiudere questi dieci punti in un vero e proprio Manifesto per la Nazione che accompagni la campagna d’autunno in favore della rinascita di un polo moderato e conservatore nel nostro Paese. Attraverso convegni, dibattiti e manifestazioni in giro per l’Italia si può tornare a parlare di nazione e allo stesso tempo gettare le fondamenta della destra del futuro. Una ricostruzione politica che non può prescindere da valori tradizionali, quali appunto la Nazione, ma anche da un necessario rinnovamento della leadership e della classe dirigente. In tal senso ha tracciato la strada il Partito Popolare in Spagna che, dopo le delusioni della gestione di Rajoy, ha affidato la guida al trentasettenne Pablo Casado intenzionato a rilanciare il partito proprio partendo dalle parole d’ordine della destra: Dio, Patria e famiglia. Anche in Italia si deve dar luogo ad un processo che restituisca una casa politica ai tanti italiani che si riconoscono nei valori e nei principi della destra a partire proprio dall’idea di Nazione che non può essere liquidata come un relitto del passato. Ecco perché ritengo che i prossimi mesi vadano utilizzati per ridare corpo e struttura ad un polo nazionale e conservatore che, partendo dalle idee e dai programmi, sia capace di attirare intorno a sé una nuova classe dirigente e di radicarsi nel Paese.

Giuseppe Farese


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