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Sovranisti, Comunitaristi e Neodem: scenari possibili per la politica del futuro

Redazione di Redazione, in Idee, del

Il superamento di determinate categorie di pensiero, come quella destra/sinistra in politica, impone la costruzione di altri modelli utili ad interpretare le contraddizioni del nostro tempo. Si è assistito alla disgregazione di determinate concezioni che come un “vuoto fertile”, per forza di cose, hanno portato e porteranno a nuovi paradigmi. Lo scenario che proviamo ad immaginare raccoglie tre proposte diverse che si delineano sempre più dalla fine della classica dicotomia destra/sinistra. Questa, serve il capitale finanziario, utilizzando la “destra” per la visione economica turbo-liberista, e la “sinistra” per lo sfoggio di tutta la “retorica umanitarista”. Quest’ultima, la “sinistra”, risulta essere, a conti fatti, la migliore maschera che le lobby hanno scelto per esercitare il loro potere. Tutte e tre queste proposte, sottoelencate, appaiono esse stesse tra loro trasversali oltre che metapolitiche, un’altra “novità” che fa ipotizzare un modo “diverso” anche nella forma.

Dalla rielaborazione del pensiero “nazionalista” di varia estrazione viene fuori la tendenza ”sovranista”. Essa si basa sulla riaffermazione della sovranità economica, politica ed identitaria in risposta alla finanza apolide, alla UE, e allo sfaldamento degli stati nazionali, con tutta la questione “confini”. Quest’ultima, insieme al complesso discorso dell’identità, è proprio la discriminante rispetto ai tratti comuni con le alle altre due forze descritte. In questo movimento possiamo inserire il Front National francese, l’Ungheria di Orbàn e in Italia Lega e Fd’I. Queste esperienze sostengono la difesa dall’immigrazione di massa, onde evitare il deprezzamento del costo del lavoro e il progetto “occulto” di sostituzione etnica. Le forze citate, nei rispettivi paesi, lottano contro le direttive UE, contro l’invasione islamica, per un Europa dei popoli e che rivaluti gli aspetti di tipo “cristiani” e “nazionali”. In questo schieramento vi sono anche altre proposte, quelle di tipo “conservativo rivoluzionario” ad esempio. Alcuni aspetti e personaggi di rilievo del “sovranismo”, termine recente tra l’altro, sono anche capisaldi nel pensiero “comunitarista”.

Per “comunitaristi” si intende quel filone di pensiero nato con Costanzo Preve, e che ha un’altra variante nel francese Alain de Benoist. Preve essenzialmente viene dalla scuola hegelo-marxista, e quindi calca l’accento sugli aspetti “razionalistici” nella sua concezione del mondo, pur contaminandosi con la filosofia di Fichte, ad esempio. De Benosit, invece, sostiene il primato dell’idea, un idealismo di tipo “evoliano”, che cioè si riaggancia a livelli di tipo “superiore” rispetto al piano materiale, economico e terreno. L’intellettuale francese riformula anche rappresentazioni dell’anima europea, in chiave “neopagana” e “volontaristico faustiana”. In ambo le varianti si fa leva molto sulla battaglia anti-imperialista, e sulla proposta di comunità autodeterminate o oliste in grado di evolversi sulle proprie basi. Altro pensatore importante è il prof. Marco Tarchi, studioso oltre che dei fenomeni populisti odierni, anche delle correnti novecentesche nazional-bolsceviche e socialiste nazionali. Su questa linea anche se con qualche differenza, è il gruppo “eurasista”, nel quale possiamo inserire Alexandr Dugin che in Russia pone l’accento sugli aspetti della Tradizione, sul ruolo “mistico” del popolo russo e sul recupero dei lati esoterici nell’esperienza del comunismo, quanto nella politica nel suo complesso. Giovane esponente di questo movimento e il filosofo italiano Diego Fusaro, allievo di Preve.

Un movimento che possiamo definire di tipo “neodemocratico”, per smarcarlo dall’impostazione “classica” dei partiti democratici e socialdemocratici, è quello del gruppo legato al giornalista Giulietto Chiesa. Egli, sulle basi di una diversa visione geopolitica, propone la fine della NATO, oltre che dell’Europa dei banchieri, e una nuova grande alleanza democratica con la Russia di Putin, con la Cina e più in generale con tutti i BRICS e paesi “non allineati” (es. Iran e repubbliche bolivariane). Chiesa elabora una nuova capacità di analisi dei fatti, che si forgia del pensiero di Noam Chomsky, ad esempio. In base a questa è il mainstream mediatico il principale strumento nelle mani dell’economia per il dominio delle menti. Di conseguenza la politica, storicamente intesa, è relegata ad un ruolo di terzo livello, dopo economia e comunicazione, appunto. Il movimento di Giulietto Chiesa, ma che più in generale comprende tutta questa tendenza, pone l’accento su questioni sempre più all’ordine del giorno, fornendo altre informazioni rispetto alle versioni ufficiali. Tra queste la geo-ingegneria – scie chimiche e le varie operazioni svolte dagli USA sull’ambiente – e terrorismo – dall’11 settembre alle vicende odierne. Al filone definito “neodemocratico” è ascrivibile anche il “Movimento Roosevelt” ispirato a Gioele Magaldi del Grande Oriente d’Italia.

Altre tendenze, seppur piccole ma crescenti nei paesi occidentali, sono quelle legate a movimenti detti “Zeitgeist”, tra questi citiamo “the Venus Project”, e il movimento legato al giornalista inglese David Icke. Infine abbiamo altri gruppuscoli legati a “guru” della rete che pongono molto gli accenti sugli aspetti da “terza dimensione” nella storia. Per certi versi, organizzazione e immaginario, rientra in questa categoria anche il M5S nostrano.

Roberto Siconolfi
Redazione

Redazione

Nazione Futura è un magazine online di informazione politico-culturale.


2 risposte a “Sovranisti, Comunitaristi e Neodem: scenari possibili per la politica del futuro”

  1. mirti cardinali ha detto:

    DESIDERO RICEVERE INFORMAZIONI ALLA MIA E-MAIL IL PROGETTO POLITICO E’ INTERESSANTE

  2. mirti cardinali ha detto:

    interessante progetto politico

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