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La sfida elettorale di Federico Iadicicco: “pensionare” il modello-Bonino

Daniele Dell'Orco di Daniele Dell'Orco, in Idee, del

Federico Iadicicco e una vita dedicata alla Politica con la P maiuscola, quella che da sempre è sinonimo di militanza e presenza sul territorio. Dal 2003 al 2008 è stato il presidente romano di Azione Giovani. Dal 2008 al 2012 è stato consigliere provinciale e vicepresidente della commissione cultura della provincia di Roma. Oggi è Dirigente nazionale di Fratelli d’Italia e responsabile nazionale del dipartimento Vita e Famiglia del Partito. In occasione delle elezioni del 4 marzo ha accettato una sfida non da poco: la candidatura al Senato nel collegio uninominale Roma 1 tra le fila della coalizione di centrodestra. L’avversario? Emma Bonino.

Cosa l’ha spinta ad accettare la candidatura?

Ho sempre vissuto la dimensione politica in un’ottica di reciprocità e dono di se stessi per il bene comune. In oltre venti anni di impegno politico sono stato eletto in un’istituzione solo per quattro, nei restanti lavoravo e facevo politica senza essere mantenuto da essa. Sono convinto che per essere liberi e non alienarsi sia necessario sottrarsi alla tentazione del politico di professione. Attualmente sono presidente di un’associazione di imprenditori e amo il mio lavoro; in questi ultimi anni da responsabile nazionale del Dipartimento Vita e Famiglia del mio partito ho girato l’Italia tenendo numerose conferenze contro l’ideologia gender e collaboro attivamente con molte delle associazioni familiari e pro-life. Ho accettato la candidatura dunque per rappresentare la realtà delle PMI, conosciuta grazie al mio lavoro, e portare in Parlamento le istanze delle famiglie, sopratutto quelle numerose, in difesa della dignità della persona in ogni fase della sua esistenza.

Pensa ci siano possibilità di vittoria per la coalizione di centrodestra nel suo collegio?

Tutti i sondaggi indicano chiaramente il vantaggio del centrodestra. Ad oggi questa coalizione rappresenta l’unica reale possibilità di dare all’Italia un governo stabile e scelto nelle urne. Inciuci e coalizioni allargate tradiscono invece la volontà degli elettori e noi abbiamo già annunciato pubblicamente di non voler partecipare a questo gioco. Nel collegio Roma 1 del Senato è un testa a testa tra me e Emma Bonino, candidata del centrosinistra. Sono convinto di potercela fare con l’aiuto dei romani che si ritrovano a scegliere tra una vecchia politica ideologica e nichilista e un netto cambio di paradigma dalla parte di vita, persona, famiglia e impresa.

Se non si dovesse raggiungere la maggioranza quale strada bisognerebbe intraprendere secondo lei? Tornare al voto? Un governo di larghe intese?

Come già detto, sono assolutamente contrario alle larghe intese. Non ci sono le condizioni politiche perché il centrodestra ha ragione di esistere solo se è culturalmente e politicamente alternativo alla sinistra. Penso si dovrebbe inserire un premio di maggioranza nella legge elettorale e tornare alle urne entro la fine del 2018.

Del programma di centrodestra quali sono i punti più vicini alla sua sensibilità?

Con Fratelli d’Italia abbiamo posto al centro dell’attenzione del programma di coalizione il più grande piano di sostegno alla natalità della storia d’Italia. Un piano che prevede uno stanziamento complessivo di circa 20 miliardi per superare questa drammatica crisi demografica dell’ultimo decennio. Proponiamo una rivoluzione fiscale per passare a una tassazione basata sui componenti del nucleo familiare, l’abolizione dell’Iva sui prodotti per l’infanzia e l’introduzione di un reddito d’infanzia di 400€ al mese fino ai 6 anni sotto una soglia di reddito. Sono poi comprese anche una serie di misure per coniugare maternità e lavoro come l’estensione del congedo parentale all’80% della retribuzione, la copertura totale della maternità e lo sgravio totale contributivo per le assunzioni in sostituzione di maternità. Abbiamo in mente un centrodestra di governo con una chiara identità di ispirazione conservatrice e popolare, che si faccia promotore di politiche basate sulla centralità della persona e sull’impresa di comunità.

In caso di elezione quale sarebbe una priorità da affrontare subito a suo giudizio?

Le tre priorità del mio programma, condivise da Fratelli d’Italia e dalla coalizione, sono il piano per la natalità di cui ho appena parlato, l’abbattimento della pressione fiscale sulle imprese con abolizione immediata dell’Irap e detassazione totale degli utili non distribuiti, una rivoluzione del sistema di welfare per garantire la libertà di scelta delle persone in materia di istruzione e previdenza. A ciò si aggiunge l’indispensabile riforma istituzionale con il passaggio alla forma di governo neoparlamentare per eleggere direttamente il Presidente del Consiglio, adottando a livello nazionale il sistema stabile ed efficiente che già abbiamo nelle Regioni e negli enti locali.

Nazione Futura è particolarmente attenta alle esigenze dei giovani e soprattutto alla tematica della disoccupazione giovanile, quali pensa potrebbero essere le soluzioni a uno dei più gravi problemi dell’Italia?

Non si aiutano di certo i giovani con misure umilianti come il reddito di cittadinanza dei 5 stelle, improntate ad una visione assistenzialista del rapporto tra Stato e cittadini. Penso invece che il tema della disoccupazione giovanile sia strettamente correlato all’oppressione fiscale e burocratica delle piccole e medie imprese. Per questo parlare dei problemi dell’impresa, di sgravi contributivi, abbattimento del cuneo fiscale e conciliazione maternità-lavoro significa rilanciare l’occupazione giovanile perché il lavoro non si crea a tavolino ma liberando le energie positive presenti nel tessuto sociale e produttivo della nostra Nazione.

Infine un appello agli elettori indecisi: perché dovrebbero votare la coalizione di centrodestra o il suo partito?

Invito gli elettori a votare centrodestra perché è l’unica opzione di governo in grado di rappresentare un argine rispetto alla deriva nichilista delle sinistre progressiste, rilanciare il tessuto produttivo sostenendo le PMI contro l’oppressione fiscale e regolare i flussi migratori senza essere vittime della falsa retorica integrazionista. Fratelli d’Italia poi rappresenta la migliore garanzia contro accordi post elettorali in contrasto con la volontà dei cittadini. Più saremo numerosi nel prossimo Parlamento e meno correremo il rischio di inciuci e nuovi governi di larghe intese.

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco è nato nel 1989. Laureato in di Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze dell'informazione, della comunicazione e dell'editoria nel medesimo ateneo. Dirige le testate online Cultora.it e Nazione Futura.it. È collaboratore del quotidiano Libero e del sito Sporteconomy.it, ed è stato editorialista de La Voce di Romagna. Nel 2013 ha pubblicato il libro “Nicola Bombacci. Tra Lenin e Mussolini” e l’ebook “Rita Levi Montalcini – La vita e le scoperte della più grande scienziata italiana” (entrambi editi da Historica), mentre nel 2017 sono usciti in libreria "Non chiamateli Kamikaze" (Giubilei Regnani Editore) e "Città del Messico" (Historica). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell'attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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