• 13/05 @ 20:59, RT @SimoCosimelli: Nazione Futura, conservatori in un' Italia immobile - https://t.co/FBm8RTcolV @Affaritaliani @nazione_futura @francesco…
  • 12/05 @ 12:27, RT @francescogiub: Nazione Futura, conservatori in un'Italia immobile - Affaritaliani.it https://t.co/3cc0pknH9c
  • 29/03 @ 07:30, RT @francescogiub: Oggi a #Milano secondo convegno di #naziofutura @BrunettiEdo @vincesofo @CristianoPuglis @RobGaglia @lorenzdebe @Campari…
  • 24/03 @ 13:27, RT @FabioSPIacono: @Conservatoreit: La pericolosa radicalizzazione della Turchia di Erdogan @UnionMonarchica @Cons_Riform_CoR @FratellidIta…
  • 24/03 @ 13:27, RT @CeMachiavelli: @Conservatoreit intervista @DanieleScalea su mission Machiavelli e futuro #centrodestra e #sovranismo https://t.co/FQ9qc
  • 28/02 @ 20:18, RT @secolotrentino: Giovedì 2 marzo i giovani si interrogheranno sul futuro del centrodestra https://t.co/PqVbesnES0 https://t.co/KflHdPTlm8

Delitto Matteotti, davvero fu una semplice aggressione finita male?

Redazione di Redazione, in Idee, del

Lo scorso 13 maggio sul sito della rivista Nazione Futura, è apparso un interessantissimo articolo sul delitto Matteotti (clicca qui). Cercherò di replicare alla tesi avanzata da Enrico Tiozzo e ben ripresa dal giornalista Luigi Iannone, premettendo di non aver avuto ancora modo di approfondire la tesi avanzata da questi ultimi.

Nelle prime battute dell’articolo, Iannone subito sottolinea che «la tesi di Tiozzo è chiara: Matteotti fu vittima di un’aggressione finita male. Non vi furono scandali finanziari da coprire, non fu delitto di Stato e quella morte non fu mille altre cose». Siamo pienamente certi che il deputato socialista fu vittima di un’aggressione finita male? Ed ancora, possiamo affermare con certezza che non vi furono scandali finanziari a provocare questa aggressione?

La rivista “Storia in Rete”– n.104, giugno 2014 – provò, a novant’anni dal delitto, a fare il punto della situazione su quell’oscura faccenda ricostruendone trama e retroscena. Tenterò di sintetizzare in queste poche righe la tesi che, ad opera di chi scrive, risulta essere quella più vicina alla vera ricostruzione storica dei fatti. Partiamo da un interrogativo cruciale. Perché Matteotti fu assassinato?

Il 6 aprile 1924, si svolsero le elezioni politiche e Mussolini aveva l’obiettivo di rafforzare il  proprio Governo. I partiti della coalizione di sinistra – presentatesi divisi e con non poche divergenze di vedute – avevano conseguito un notevole risultato, in particolare, Matteotti ed i socialisti unitari, avevano ottenuto 24 seggi. Socialisti massimalisti, comunisti e repubblicani, avevano ottenuto rispettivamente 22, 19 e 7 seggi: Matteotti aveva vinto a “sinistra”, Mussolini aveva trionfato a “destra”. Il neo capo del governo, tuttavia, manifestava in cuor suo la volontà di sganciarsi dalla “destra economica”– rappresentata da datori di lavoro, agrari e industriali – per aprirsi nei confronti del PSU e quindi a “sinistra”, verso le masse operaie e contadine.

Matteotti, rifiutando alla vigilia delle elezioni l’invito di Palmiro Togliatti ad aggregarsi in un unico fronte che comprendesse tutte le sigle di sinistra, accusò di “filofascismo” i socialisti unitari, mettendoli in difficoltà di fronte alle masse proletarie italiane. Il leader degli unitari reagì pronunciando il famoso discorso alla Camera del 30 maggio 1924, lanciando un pesante e severo attacco nei confronti del PNF e di Mussolini. Quest’ultimo replicò con il discorso del 7 giugno 1924, confermando le sue intenzioni di voler collaborare con i socialisti unitari ed in particolare con il loro leader, con il quale Duce aveva avuto un comune passato di militanza socialista.

Il 10 giugno Matteotti fu sequestrato da un comando di squadristi, i quali dopo averlo caricato su un’automobile, lo pestarono a sangue. Accoltellato e abbandonato privo di vita in un bosco a venticinque chilometri da Roma, il cadavere venne ritrovato poco più di due mesi dopo, precisamente il 16 agosto. Fu un caso fortuito?

L’11 giugno, Matteotti avrebbe dovuto tenere un altro discorso in Parlamento, cos’altro voleva denunciare il deputato socialista? Il 22 aprile 1924, Matteotti si recò segretamente a Londra. Qui incontrandosi con alcuni esponenti del partito laburista, aveva raccolto una cospicua documentazione nella quale venivano denunciati i finanziamenti elargiti a Casa Savoia e al Fascismo da parte della compagnia petrolifera americana Sinclair Oil. Quest’ultima, nel frattempo entrò in conflitto con l’inglese APOC (BP), affinché il governo italiano preferisse il petrolio della compagnia americana rispetto a quello estratto in Iraq e Persia e raffinato dagli inglesi stessi a Trieste. Cosa sarebbe successo se Giacomo Matteotti avesse rivelato questi scandali finanziari?

Poco dopo la fine del secondo conflitto mondiale, la magistratura aprì un’inchiesta nella quale si individuarono gli esecutori materiali (Amerigo Dumini, Albino Volpi, Giuseppe Viola, Augusto Malacria e Amleto Poveromo) tutti e cinque legati al quadrumviro della marcia su Roma, Emilio De Bono. Capo della squadraccia era Amerigo Dumini. Personalità conosciuta all’interno del regime fascista, Dumini era un personaggio molto ambiguo e legato a doppio filo agli interessi della Corona inglese. Fu proprio costui, aiutato dai sui complici, ad uccidere materialmente Matteotti, mentre Mussolini sembra essere completamente estraneo alla vicenda benché poi se ne assumerà tutte le responsabilità per operare la sua svolta politica in senso totalitario. Per ulteriori conferme si rinvia alla lettura del n.104 di Storia in rete.

La versione ufficiale diffusa su tutti i libri di scuola, secondo la quale Mussolini fu il mandante dell’omicidio del deputato socialista, sembrerebbe ormai, a distanza di novantatré anni, falsa e priva di fondamento. Aldilà delle diverse tesi, opinioni e vedute, il punto sul quale bisogna concentrare l’attenzione nonché gli interrogativi verso l’esterno, è la mistificazione della realtà storica. Un popolo che non fa i conti con il proprio passato storico è destinato a soccombere alle insidie dei nostri tempi in quanto incapace di saperle interpretare ponendo in essere le giuste contromisure. Questa battaglia secolare la si potrà combattere solo ed esclusivamente con l’arma impertinente della cultura alternativa la quale risulta essere, senza ombra di dubbio, l’unica in grado di poter smantellare – attraverso tesi e documentazioni inoppugnabili – tutte le castronerie che sono state diffuse dall’autonominato “Ministero della Verità” nel corso dei secoli precedenti.

Francesco Marrara
Redazione

Redazione

Nazione Futura è un magazine online di informazione politico-culturale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultora © 2017, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy