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Dalla militanza nella “rossa” Emilia alla sfida per il Parlamento: intervista a Galeazzo Bignami

Daniele Dell'Orco di Daniele Dell'Orco, in Idee, del

Candidato alle elezioni politiche nelle liste di Forza Italia in Emilia Romagna, Galeazzo Bignami è un enfant prodige della politica di destra in Emilia Romagna. Nato a Bologna nel 1975, milita fin da giovanissimo nel FUAN, per poi approdare ad Azione Universitaria, Azione Giovane e diventare nel 1999 consigliere comunale nella sua città.
Candidato al Consiglio Regionale, risulta il più votato di tutta la Regione con 13.333 voti di preferenza personale e viene eletto fino ad approdare all’attuale candidatura alla Camera dei Deputati.

Cosa l’ha spinta ad accettare la candidatura?

La politica per me è sempre stata una passione, non una professione. In questi anni ho continuato a lavorare come Avvocato e ciò mi ha consentito di vivere la politica come impegno civico, nella massima libertà, come servizio per i cittadini, per la Città, per tutti coloro che hanno riposto in me la loro fiducia. E anche stavolta la mia candidatura è al servizio delle persone, per tutti coloro che chiedono, anche sul nostro territorio, un cambio di passo deciso, un nuovo e diverso indirizzo politico. Al nostro primo banchetto sono venuti a firmare in 1000 per sostenere la candidatura mia e della senatrice Anna Maria Bernini che ringrazio perché è stata davvero centrale per la mia scelta di candidarmi alla Camera.

Pensa ci siano possibilità di vittoria per la coalizione di centrodestra nel suo collegio? 

Penso che il risultato elettorale non sia più così scontato, nemmeno a Bologna. Alle ultime regionali del 2014 le preferenze che i cittadini hanno voluto accordarmi hanno fatto di me il candidato più votato, perfino in quartieri storicamente “rossi” come la Bolognina. E anche alle comunali la coalizione di centrodestra ha portato il Pd al ballottaggio. Siamo grati ai cittadini per il loro sostegno, per aver riconosciuto in noi quella forza politica in grado di portare avanti le battaglie per la sicurezza e contro il degrado, tematiche sempre sottovalutate dalle sinistre al governo. Abbiamo dato voce ai territori più marginali: abbiamo dato battaglia ai disservizi in Appennino, garantito il nostro sostegno ai territori di pianura e tutto questo sempre tra la gente, raccogliendo le richieste, le preoccupazioni e le proposte, in un rapporto quotidiano e attivo con le comunità locali.

E a livello nazionale?

A livello nazionale i sondaggi ci dicono che siamo l’unica forza davvero credibile. Dopo quattro governi non legittimati dal popolo, abbiamo il dovere di restituire agli Italiani fiducia nelle Istituzioni e nella politica. Non mi stancherò mai di ripetere che un centrodestra unito è un centrodestra vincente. In queste elezioni abbiamo tutti un dovere: mettere da parte i personalismi, lavorare compatti per mandare a casa la sinistra e garantire all’Italia un governo stabile con obiettivi chiari che mettano al centro gli italiani e la nostra Identità. Guardiamo per esempio al tema dell’immigrazione: nell’ultimo anno di Governo Berlusconi arrivarono in Italia 4400 clandestini, l’anno scorso ne sono arrivati 180.000. E credo che gli Italiani abbiano ben presente le priorità di un centrodestra che, quando ha governato, ha sempre raggiunto obiettivi importanti.

Se non si dovesse raggiungere la maggioranza quale strada bisognerebbe intraprendere secondo lei? Tornare al voto? Un governo di larghe intese?

Intanto lavoriamo, in questa campagna elettorale, per raggiungere una percentuale tale da consentirci di garantire un governo stabile. Su questo siamo fiduciosi. Altrimenti, in caso di stallo, l’alternativa sarà quella di restituire la parola agli Italiani.

Quali sono i temi che le stanno più a cuore nel suo collegio elettorale?

I nostri territori devono tornare, prima di tutto, a essere sicuri. Bologna è una Città completamente diversa anche solo rispetto a 10 anni fa. I reati di spaccio e criminalità comune sono all’ordine del giorno. Abbiamo un Hub regionale (che ‘smista’ i migranti) spesso al collasso, commercianti che subiscono furti e rapine in continuazione, furti in appartamento in costante aumento. Quando in una Città non ci si sente più sicuri significa che le politiche sono fallite su tutti i fronti. In provincia invece i territori scontano la “distanza” da Bologna. A Bologna qualcuno vorrebbe accentrare tutti i servizi e così si depotenziano gli ospedali in montagna e in pianura, si aumenta il carico per le strutture bolognesi e si perde l’occasione di mettere davvero “in rete” le eccellenze in un sistema metropolitano integrato.

Crede che in questa tornata elettorale in Emilia Romagna, storicamente feudo rosso, possano esserci delle sorprese? 

Ne sono convinto, gli elettori ci hanno già dimostrato più volte la loro fiducia. E credo che anche la scelta del Partito democratico, di candidare Casini a Bologna, ci sarà di grande aiuto. Sono loro i primi ad ammettere che questo territorio non è più “rosso”.

Del programma di centrodestra quali sono i punti più vicini alla sua sensibilità? 

Ovviamente i temi tradizionalmente cari al centrodestra, identitari e liberali. Serve una profonda revisione della normativa che regola il settore produttivo, occorre abbattere la tassazione asfissiante e le burocrazie che costituiscono oggi i principali nemici dell’impresa, dell’agricoltura, dell’artigianato. E, su tutto, la tutela della nostra Identità. Abbiamo assistito al misero tentativo della sinistra, fortunatamente fallito, di introdurre in fretta e furia lo “ius soli”, solo per raccattare qualche voto e senza tenere conto delle conseguenze di una tale azione. Regalare la cittadinanza senza la garanzia di una reale integrazione rischia di compromettere la tenuta democratica del nostro sistema nazionale.

In caso di elezione quale sarebbe una priorità da affrontare subito a suo giudizio?

Bisogna mettere mano subito alla flat tax, alla riduzione delle tasse per le imprese e operare per abbattere le burocrazie. Solo facendo ripartire l’economia, le imprese che generano lavoro, possiamo far ripartire il Paese. E poi un sostegno concreto alle famiglie, iniziative mirate per l’aumento della natalità, aiuto alle giovani coppie che devono avere la possibilità reale di costruire il proprio futuro in Italia.

Nazione Futura è particolarmente attenta alle esigenze dei giovani e soprattutto alla tematica della disoccupazione giovanile. Quali pensa possano essere le soluzioni a uno dei più gravi problemi dell’Italia? 

Una riforma seria del lavoro ma anche della scuola e dell’Università. Il mondo dell’istruzione e della formazione deve essere realmente collegato e integrato con il mondo delle aziende e dell’impresa. Stop ai tirocini “eterni” che diventano spesso la scusa per assumere giovani sottopagati, ma tutele certe per i nostri ragazzi e sgravi fiscali per le imprese e le aziende che li assumono.

Infine un appello agli elettori indecisi: perché dovrebbero votare la coalizione di centrodestra o il suo partito?

Perché abbiamo un programma serio che mette al centro l’Italia e gli Italiani, le nostre produzioni e le nostre eccellenze, che ci protegge dalle ingerenze dell’Europa e che pretende rispetto sulle problematiche internazionali come quella dell’immigrazione incontrollata, scaricata solo sulle nostre spalle. I governi di centrodestra hanno già dimostrato di aver le idee chiare sul tema del lavoro, della sicurezza, dei rapporti con l’Europa. Aspettiamo solo il 5 marzo per poter mettere di nuovo in campo le nostre competenze e quei Valori che, da sempre, animano la nostra azione politica.

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco è nato nel 1989. Laureato in di Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze dell'informazione, della comunicazione e dell'editoria nel medesimo ateneo. Dirige le testate online Cultora.it e Nazione Futura.it. È collaboratore del quotidiano Libero e del sito Sporteconomy.it, ed è stato editorialista de La Voce di Romagna. Nel 2013 ha pubblicato il libro “Nicola Bombacci. Tra Lenin e Mussolini” e l’ebook “Rita Levi Montalcini – La vita e le scoperte della più grande scienziata italiana” (entrambi editi da Historica), mentre nel 2017 sono usciti in libreria "Non chiamateli Kamikaze" (Giubilei Regnani Editore) e "Città del Messico" (Historica). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell'attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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