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Croce e il comandamento della libertà

Luigi Iannone di Luigi Iannone, in Idee, del

Francesco Postorino ha pubblicato qualche tempo fa un bel saggio su Carlo Antoni (1896-1959), uno studioso sconosciuto ai più e che viene citato solo per la connessione con Benedetto Croce di cui fu allievo. Il volume dal titolo, Carlo Antoni. Un filosofo liberista, pubblicato da Rubbettino (p. 162, euro 14) ritorna su questo studioso che è riuscito ad entrare nella carte polverose della saggistica più corroborante sotto il profilo degli spunti intellettuali non solo perché spesso in relazione con l’ingombrante maestro ma anche per tutti quei garbugli di cui si sono occupati nei decenni i cosiddetti ‘crociani’.

Si tratta di una sorta di monografia che percorre però tutti i possibili percorsi interpretativi, non lasciando spazio a interrogativi irrisolti e a plausibili (almeno per Postorino) considerazioni che non potessero trovare nella attualità del nostro tempo un margine di azione operativa. E così ritornano temi spesso dibattuti in maniera superficiale anche sui media ma che egli interpreta e definisce in ogni loro pur piccolo anfratto. Dal liberismo economico al liberalismo politico, dall’azionismo al liberalsocialismo o al socialismo liberale; attraverso Carlo Antoni, ripercorre, e non in velocità, i percorsi di un ‘liberale’ che ara tutti i possibili campi alla ricerca di un modello definitivo e forse anche risolutivo. Un modello che dia sfogo nell’agire politico a idee e teorie che sono primariamente filosofiche ma intese, non raramente, come materia per addetti ai lavori.

Ma questo è il recente passato. Lo stesso autore esce ora per i tipi di Mimesis con un libro proprio su Croce, e con prefazione di Raimondo Cubeddu (Croce e l’ansia di un’altra città, p. 213, euro 20). Come il precedente, è un libro documentato, profondo, corredato di riferimenti e di note, e soprattutto ‘circolare’ nel senso che tende a percorrere vari piani analitici in modo da rendere la lettura ampia e di conseguenza priva di punti oscuri.

Il quadro d’analisi lo si percepisce già dal titolo: è Croce. Quella montagna che tutti, prima o poi, devono scalare, con le variabili interpretative e gli indirizzi speculativi che lo fanno interagire con mille altri autori ma nel caso specifico con l’opera di Calogero, Bobbio, de Ruggiero, Calamandrei e Capitini. Attraverso i mille meandri di una interpretazione crociana che non può che essere sempre fitta e corposa e altrimenti soverchiante, Postorino ci fa inerpicare lungo i sentieri di singole, eppur connesse, concezioni filosofiche della libertà: quella estetica, e poi quella filosofica, economica ed infine la libertà morale.

 

I passaggi sono quelli noti (storicismo, idealismo, appunto la ‘religione della libertà’, eccetera) ma Postorino ha la capacità di condurci per mano e dare respiro, alla fine del suo saggio, ad un personale posizionamento che guarda al liberalismo tenendo sempre conto del ‘problema sociale’.  Vale a dire della connessione tra il tratto teorico e il suo inveramento nella realtà concreta.

Luigi Iannone

Luigi Iannone

Luigi Iannone è nato a Caserta. Si è laureato nel 1995 in Scienze Politiche alla Federico II di Napoli con una tesi sul sindacalismo cattolico. È giornalista pubblicista. Collabora con le pagine culturali de Il Giornale, il quadrimestrale di filosofia politica Antarès e il trimestrale di cultura politica Il Cerchio. Scrive per i giornali online Barbadillo, La Confederazione italiana e L'intellettuale dissidente. Ha scritto per le pagine culturali del Secolo d'Italia, L'Indipendente e Il Roma, per i periodici Panorama, Il Borghese, L’Altra Voce, La Provincia, per la rivista bimestrale di cultura politica Percorsi e per il Quotidiano di Caserta.

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