• 11/11 @ 13:04, RT @francescogiub: Domani mattina dalle ore 8 sarò su La7 a Omnibus per commentare i principali fatti di attualità politica 🇮🇹 #Omnibus #om…
  • 07/11 @ 11:29, RT @ferrante_dbn: @nazione_futura organizza a #Torino un #convegno dibattito sul tema del #globalismo e #sovranismo interverranno @DiegoFus…
  • 05/11 @ 21:09, RT @francescogiub: Domani mattina dalle 9 sarò ad Agorà su Rai3, tema della puntata la #sicurezza 🇮🇹@agorarai
  • 02/11 @ 09:11, RT @francescogiub: In prima pagina su @ilmessaggeroit @ajello63 riprende proposta che ho lanciato su @ilgiornale del 4 novembre festa nazi…
  • 01/11 @ 16:48, RT @OmnibusLa7: Domani dalle 8 @Gia_Passarelli @francescogiub @claudiafusani @elisacalessi @amadori @alessandroamad5 ospiti di @Penna74 #o…
  • 31/10 @ 10:44, RT @francescogiub: Il #4novembre torni ad essere festività nazionale, serve una valorizzazione dei simboli patri italiani lo propongo oggi…

Conservatori e liberali nell’era moderna: al Centro Studi Americani un convegno sull’opera di Russell Kirk

Redazione di Redazione, in Idee, del

Il 25 giugno presso Centro Studi Americani di Roma si è tenuto il dibattito “Conservatori e liberali nell’era di Trump e del governo Conte” organizzato da Nazione Futura, Giubilei Regnani e dal Centro Studi Machiavelli.

Al dibattito hanno partecipato: Paolo Messa del Centro Studi Americani, Francesco Giubilei di Nazione Futura, Dario Citati del Centro Studi Machiavelli, il Professor Alessandro Campi dell’Università di Perugia, l’Onorevole Daniele Capezzone per New Direction Italia, il Senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia e l’Onorevole Simone Billi della Lega. L’incontro è stato moderato da Daniele Dell’Orco di Libero.

In occasione del convegno, è stata presentata la pubblicazione in lingua italiana de Il pensiero conservatore. Da Burke a Eliot di Russell Kirk; quest’opera è il più importante libro al mondo sul conservatorismo. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1953, fino ad oggi non è mai stato tradotto in italiano. Il testo ripercorre la storia del pensiero conservatore dalla nascita, con Edmund Burke fino al Novecento, organicizzando le idee e le posizioni dei principali autori. Questo saggio illuminante ha influenzato il pensiero di intellettuali, politici, giornalisti conservatori, inclusi il candidato alla Presidenza degli Stati Uniti Barry Goldwater e i Presidenti Richard Nixon e Ronald Reagan.

In tale contesto e, alla luce di questa presentazione si è argomentato come il concetto di “conservatorismo” sia un termine tutt’altro che negativo, che non può in alcun modo essere considerato sinonimo di antico, obsoleto o tradizionalista. O meglio, il conservatorismo, in alcuni casi, può essere considerato un tradizionalismo intelligente, lungimirante e funzionale.

In Italia si confonde talvolta il concetto di “conservatorismo” con quello di “liberalismo” che invece, come mostra l’opera di Kirk, spesso in America si compenetrano vicendevolmente.

Sarebbe interessante se si verificasse il medesimo fenomeno nell’orizzonte politico italiano.

L’opera di Kirk apre immensi complessi e dettagliatissimi scenari sul conservatorismo nell’ambito della cultura e della politica esclusivamente anglosassone. Ma si fa portatore di un messaggio universale per il pensiero conservatore internazionale; come l’apertura al cambiamento, il rifiuto di una politica che governa dall’alto e la promozione di un autogoverno implicante il coinvolgimento e la collaborazione dei cittadini.

Come ha fatto notare il Professor Alessandro Campi, quest’opera imponente racchiude nella sua peculiarità monotematica il suo punto di forza e la sua debolezza. Poiché è uno scritto più volte aggiornato ed integrato, di cui si hanno ormai sette edizioni, ma Kirk, nella sua filosofia, ha voluto dogmatizzare il conservatorismo, rendendolo una dottrina e così limitando quello che è il suo potenziale e la sua più profonda ed intrinseca natura. Il conservatorismo, infatti, è sinonimo di elasticità, scisso e distante dalla pietrificazione degli altri “ismi”; negare questa sua peculiarià ed accostargli caratteristiche di irrigidimento e fossilizzazione è ossimorico.

Il vero conservatorismo sa distinguere tra novità buona e novità cattiva, aprendosi al cambiamento qualora si faccia portatore di vero benessere.

Il tentativo di sistematizzazione del conservatorismo da parte di Kirk è una forzatura dell’ideologia stessa di conservatorismo, che viene teologizzata con Edmond Burke assurto a capo fondatore della dottrina.

Ma, al di là dei suoi limiti, quest’opera rappresenta una pietra miliare, per la precisione nella trattazione della materia ed i molteplici spunti di riflessione che offre per fare buona teoria politica e buona politica; rendendola uno scritto sempre attuale. Di sicuro, è necessario integrare questa lettura con autori del conservatorismo europeo come Vincenzo Cuoco – che potrebbe essere considerato il nostro Edmund Burke – e Vincenzo Gioberti.

Il conservatore contemporaneo si trova a dover affrontare i pericoli dell’ingegneria sociale, la politica tecnocratica e scongiurare lo spauracchio dell socialismo.

Lo Stato, infatti, deve lasciare ai cittadini i loro ambiti di competenza e tornare forte nei suoi; in un certo senso rovesciando le politiche dei governi precedenti.

Le categorie di Destra e Sinistra appaiono oggi superate; si vanno affermando nuove opposizioni, come quelle tra globalisti e sovranisti e tra un’élite cosmopolita e un popolo ancora attaccato alle sue tradizioni e identità. Lo Stato dovrebbe agire quanto necessario, e lasciare tanta libertà quanto possibile; un’idea molto cara proprio al pensatore nordamericano Russell Kirk.

Il modo in cui finora si è inteso il rapporto dello Stato con il cittadino non è soltanto ingiusto, ma anche incapace di stimolare lo sviluppo economico. Occorre uno shock fiscale, politiche di detassazione forti che lascino risorse nelle tasche degli Italiani mettendo in moto l’economia attraverso il consumo, il risparmio e l’investimento. In questo senso, si accettano aspetti di liberalismo economico che sono necessari a tutelare spazi di libertà dei cittadini e a far ripartire l’economia. Ci sono poi altri ambiti – come la tematica dell’immigrazione e della legittima difesa – dove forse è necessario essere più conservatori, semplicemente perché ci si rifà al buonsenso, cioè a quel senso comune della gente comune che la politica ha troppe volte disatteso.

Spesso un pensiero filosofico dalle radici antiche, con la giusta interpretazione e discernimento, può apportare benefici nell’attuale panorama politico e sociale; poiché in Italia si stanno proponendo molte soluzioni, ma non quelle giuste ed efficaci. Nella cassetta degli attrezzi del governo, è necessario prendere e servirsi di alcuni strumenti conservatori ed altri liberalisti cum grano salis. Modus Operandi di cui il Centro Destra si è sempre fatto promotore. Perché a volte, il vero progresso, propedeutico per la Nazione e a tutela del cittadino, attinge dal passato. L’America con Trump, ha già scelto il governo necessario per intraprendere la via del benessere nazionale, è giunto che anche l’Italia faccia altrettanto, non per emulazione, ma per sé stessa.

Redazione

Redazione

Nazione Futura è un magazine online di informazione politico-culturale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Cultora © 2018, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy