Usa, la legalizzazione della marijuana e gli effetti sulla criminalità organizzata

di Flaminia Camilletti
6 Dicembre 2016

Febbraio 2014, la Marijuana diventa legale a tutti gli effetti nello stato del Colorado. Negli ultimi anni sono diventati 37 gli stati degli Usa che hanno introdotto seppur in modi diversi il consumo di cannabis legale. Nel giorno in cui Donald Trump è diventato presidente, in California i cittadini hanno votato anche a favore della legalizzazione della cannabis.

Oggi, quasi tre anni dopo la legalizzazione del Colorado e con la California che ha appena votato, ci troviamo ad analizzare quali sono state le conseguenze economiche e sociali di queste decisioni.

Prima di tutto nell’agosto del 2015 a soli 18 mesi dalla legalizzazione in Colorado già si poteva notare che alcuni consumatori preferivano continuare a comprare la marijuana dai loro precedenti spacciatori sottraendo allo stato gran parte dell’introito previsto. Questo perché non sono state calcolate le leggi del mercato: domanda e offerta hanno fatto sì che gli spacciatori prendessero le misure sul prezzo imposto dallo stato, offrendo la merce ad un prezzo minore. Questo fenomeno se non si corre ai ripari può solo crescere, rendendo possibile la creazione di un submercato della marijuana che in molto ricorderebbe i traffici criminali che si intendeva scongiurare.

Se non si è più perseguibili per detenzione di uno stupefacente, perché non comprarlo dal miglior offerente? In un anno e mezzo lo stato del Colorado ha perso in questo modo circa 20 milioni di dollari.

Ma questo è solo il lato economico della legalizzazione, ben più grave sembra essere quello sociale, il cui primo allarme è stato lanciato da Don Winslow. Lo scrittore criminologo nell’agosto del 2016, ha denunciato al mondo quali siano le reali conseguenze della legalizzazione della cannabis e in una lunga inchiesta pubblicata sull’Esquire  denuncia: “L’epidemia di morti per eroina fu causata dalla legalizzazione della marijuana”.

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Lo scrittore studioso della criminalità organizzata dei cartelli messicani, ha denunciato come ci sia una diretta e forte correlazione tra l’aumento di consumo di eroina e la legalizzazione della marijuana. Le morti legate all’abuso di eroina in America sono cresciute a dismisura, Wislow continua: “In America sono morte più persone per overdose nel 2014 che in ogni altro anno: 47.055”. A fare i conti, “sono 125 al mese, cinque all’ora, un tasso di decessi molto simile al picco dell’epidemia dell’Aids del 1995”.

Ma questo cosa c’entra con la legalizzazione della cannabis? I narcotrafficanti messicani hanno visto crollare del 40% e quindi andare a picco i loro introiti legati allo spaccio di marijuana e hanno trovato, come accade per ogni tipo di associazione criminosa, un nuovo modo di fare business.

Il nuovo business dei narcos

In America esiste un fenomeno travolgente, più ridotto nel resto del mondo, ma sempre presente, di forte dipendenza dai farmaci. Su tutti, l’Oxycontin, un farmaco a base di ossicodone, oppiaceo con effetti simili a quelli dell’eroina, prescritto inizialmente ai malati oncologici, a chi patisce dolori cronici o postoperatori severi. Oltreoceano l’abuso di Oxycontin insieme al Vicodin e al Percodan miete più vittime di eroina e cocaina messe insieme. Li chiamano “painkiller”, la verità è che si tratta di farmaci low-cost, facili da recuperare e dagli effetti devastanti.

I narcos, questo lo sanno e hanno quindi subito fatto leva su questa piaga offrendo ai nuovi tossici un prodotto nuovo, più potente e più economico: una nuova eroina. Si chiama Fentanyl, viene venduto assieme all’eroina e si tratta di un’oppioide potentissimo, fino a 50 volte più potente di un oppiaceo tradizionale. Nel 2014 c’è stato il boom di morti per overdose di Fentanyl: almeno 5.000 ed il numero sembra essere destinato a crescere sempre di più.

Le organizzazioni criminali ci mettono poco a riconvertire i loro business e lo fanno di continuo, lo vediamo in tutto il mondo: azzardo, rifiuti, edilizia, non solo droga quindi. Le morti americane stanno dimostrando che non basta legalizzare la cannabis per combattere la criminalità, è un argomento sterile, che non porta altro se non nuovi disperati, nuovi tossici, nuovi drammi e nuovi criminali.