Trump fa cappotto e asfalta Liz Cheney  

di Pasquale Ferraro
19 Agosto 2022

La notizia  di giornata – non più fresca – che ha dato da scrivere a corrispondenti esteri e americanisti è stata la sconfitta sonora di Liz Cheney nelle primarie repubblicane del Wyoming per designare il candidato del Gop alla Camera. Che l’erede di Dick Cheney fosse destinata alla sconfitta  era un dato certo da tempo, ciò che nessuno, forse neanche Donald Trump immaginava  è stato il distacco numerico fra le due sfidanti conservatrici.  Harriet Hageman ha ottenuto infatti il 66% dei voti, contro un 29 % di Liz Cheney. Un dato storico ed un colpo durissimo all’ala anti Trump nel partito repubblicano. 

 In questa tornata di primarie per designare i candidati repubblicani alle elezioni di novembre Donald Trump ha affermato tutti i suoi candidati, eliminando nettamente ogni oppositore. Dei dieci repubblicani che votarono a favore dell’ impeachment contro Trump solo in due sonno riusciti a superare queste elezioni primarie stravinte dai candidati vicini e sostenuti dall’ex Presidente. 

Liz Cheney non l’ha presa bene, com’era comprensibile, ed ha annunciato che questa non è la fine, ma che il “lavoro inizia oggi”, e nella mente della ormai prossima ex deputata del Wyoming vuol dire impedire a Trump di rientrare nello studio ovale nel 2024. Ci riuscirà? Molto probabilmente no, la radicale polarizzazione della politica americana rende impossibile le terze vie, anche se i repubblicani persero due volte la Casa Bianca proprio a causa di terzi candidati nel 1992 e nel 1996. Se non ci fosse stato il Partito Riformista di Ross Perot probabilmente Bill Clinton non avrebbe vinto né su  Bush né su  Bob Doyle, ma quella era un’altra America e un’altra politica. 

Il dato di questa tornata elettorale è chiaro nei risultati e netto nelle conseguenze politiche: oggi Donald Trump è il padrone indiscusso del Gop, e l’accanimento giudiziario – noi in Italia siamo esperti – contro l’ex Presidente ha portato anche i critici post 6 gennaio a cingersi in difesa di Trump. Un effetto questo che pone un’ ipoteca chiara sulle Presidenziali del 2024 in campo repubblicano con buona pace di Liz Cheney.  Donald Trump gongola in attesa dei risultati delle elezioni di Midterm che determineranno i nuovi equilibri politici e le maggioranze al Congresso per questi due anni rimanenti a Joe Biden. Se i repubblicani dovessero strappare entrambe le Camere ai democratici gli scenari per l’asinello – sempre più fagocitato dalla sinistra radicale – sarebbero apocalittici. 

Intanto Trump ha compiuto un’altro miracolo politico resuscitando Sarah Palin che correrà per l’unico seggio alla Camera dello Stato dell’Alaska di cui fu governatrice prima di candidarsi alla vicepresidenza nel 2008 con John McCaine. La grande corsa al 2024 è iniziata, le pistole sono cariche, le vendette pronte e apparecchiate, in quello che può essere definito il momento più difficile della politica americana.