The Donald verso una difficile rielezione

di Michele Orsini
24 Luglio 2020

Donald Trump affronta la campagna elettorale per la sua seconda volta. In questa tornata elettorale, però, la situazione sembra ancora più complessa. Oggi, come nel 2016, Trump è sotto nei sondaggi rispetto al suo sfidante democratico ma questa volta i sondaggi sembrano essere più accurati di quattro anni fa e sul Presidente pesa la reazione al Covid-19. La missione è tutt’altro che facile e da qui a novembre ci attendono mesi caldi.

A contendere la carica di Presidente degli Stati Uniti d’America oggi c’è Joe Biden, il settantasettenne ex vice presidente sotto l’amministrazione Obama. L’età avanzata sicuramente gioca a suo sfavore considerando che è anche più anziano di Donald Trump e Ronald Reagan. L’ex Vicepresidente, stando ai sondaggi di 270towin, ad oggi avrebbe 279 delegati sui 270 necessari alla nomina a Presidente. I sondaggi d’opinione mostrano come in quasi tutte le materie Biden sia in vantaggio con l’unica rilevante eccezione dell’economia.

Proprio l’economia potrebbe essere il cavallo di battaglia di Trump per le prossime elezioni. L’occupazione sta crescendo contrariamente ad alcune previsioni: il tasso di disoccupazione sta scendendo ed è attualmente all’ 11%. L’anno scorso il PIL americano è infatti cresciuto del 2,3%, la disoccupazione nei tre anni di amministrazione Trump è scesa fino al 2,9%. Tutti ottimi risultati che però quest’anno potrebbero essere offuscati dai nuovi focolai di Coronavirus ancora presenti sul suolo USA e dalla reazione alla pandemia. Tuttavia, essendo le elezioni il 3 novembre, il tema Covid potrebbe diventare meno importante rispetto all’economia soprattutto qualora non si verificasse la temuta seconda ondata.

Il Presidente Trump non gode certo di una buona stampa, cosa che potrebbe indebolirlo non poco. Il suo avversario, al contrario, è amatissimo dai media anche se oggi sono i social network a giocare un ruolo fondamentale nella comunicazione. Trump ha recentemente ingaggiato una battaglia contro la piattaforma Twitter poiché alcuni “fact-checkers” hanno indicato, in maniera alquanto discutibile, come fake news alcune perplessità del Presidente, anche fondate, riguardo al voto per corrispondenza, perplessità supportate, tra l’altro, dal risultato di un’inchiesta bipartisan del 2005.

Il massiccio utilizzo dei social media da parte di Trump potrebbe essere un valido canale che gli permetterebbe di comunicare direttamente con gli elettori. A causa della pandemia, molte convention sono state cancellate o ridotte perciò la partita si giocherà tutta sui social o nei dibattiti televisivi.

Discutibili sembrano essere le teorie del complotto del deep state contro Trump, facilmente smontabili considerando che le amministrazioni americane sono formate da un personale numerosissimo i cui componenti non sono allineati ed hanno formazioni, retroterra culturali e visioni differenti. Inoltre, grazie allo spoils system, i vertici dell’amministrazione possono essere cambiati dal Presidente in maniera abbastanza semplice e veloce. È vero, tuttavia, che a buona parte dell’élite liberal questa amministrazione non piace poiché antitetica alle sue visioni globaliste e radical.

Questa élite, ricoprendo spesso mansioni importanti o avendo, purtroppo, molta influenza presso il pubblico, come giornalisti o opinionisti, può creare non pochi problemi per la rielettura di Trump alla carica di Presidente.

Queste elezioni si prospettano molto interessanti per gli osservatori della politica americana: sebbene in vantaggio, Sleepy Joe non ha sfondato e Trump può tentare il recupero negli swing state. Le analisi che seguiranno le elezioni saranno molteplici. Solo nei prossimi mesi scopriremo se la maggioranza silenziosa è realmente dalla parte del Presidente o se invece preferirà il più istituzionale Biden.

Tante saranno le ragioni della vittoria e della sconfitta di entrambi i contendenti e sicuramente il dibattito al riguardo sarà interessante, acceso e complicato, data la difficoltà di trovare una risposta univoca. Mentre le presidenziali entrano nel periodo decisivo, ci aspettiamo un duello di fuoco tra i due contendenti alla carica più importante del mondo libero. Solo il 3 novembre sapremo come andrà questa tornata elettorale.