Mentre l’Italia discute in Germania si passa alla fase 2

di Michele Orsini
21 Aprile 2020

La Germania sta cominciando una graduale riapertura delle attività, dato che i numeri di contagiati e vittime del Coronavirus sono in calo mentre aumenta quello dei guariti.

La Cancelliera Angela Merkel ha già trovato un’intesa con i vari Länder per stabilire una roadmap per la riapertura, sebbene siano previste varie possibilità di deroghe per i vari stati federali. Dal 20 aprile riapriranno i negozi più piccoli di 800 mq, librerie pubbliche e giardini zoologici. Addirittura i concessionari automobilistici potranno riaprire anche se più grandi di 800 mq. Gli studenti liceali e delle medie torneranno a scuola dai primi di maggio. Noi? Non è dato sapere.

Il motivo di questa riapertura sta nel fatto che il virus in Germania ha una mortalità vicina all’1% mentre la media dei paesi europei è di poco inferiore all’8%. Il fattore demografico sicuramente agevola i tedeschi ma utilissima è la strategia di tamponi a raffica che permette di isolare gli asintomatici e coloro che hanno lievi sintomi.  In questo modo si evita la diffusione del virus nelle famiglie e si proteggono gli anziani che sono i più vulnerabili al virus. È anche vero che i tamponi post mortem non sono fatti in tutte le zone ed è quindi possibile che molti morti siano sfuggiti alle statistiche.

Tuttavia, la Germania ha un sistema sanitario molto più efficiente del nostro: il loro modello si basa su un sistema di assicurazioni mediche obbligatorie dove i singoli Lander finanziano la spesa sanitaria mentre lo stato centrale non ha praticamente spese, se non per alcune piccole eccezioni.

Le assicurazioni sono stipulate nella stragrande maggioranza dei casi (l’85% della popolazione) con assicurazioni non profit che non possono essere definite né pienamente pubbliche né pienamente private. Il sistema tedesco ereditato da Bismarck è di gran lunga più efficiente del nostro, finanziato dalla fiscalità generale.  In alcune zone d’Italia l’inefficienza è tale da obbligare gli utenti al turismo sanitario verso le regioni del nord.

Una differenza salta all’occhio: mentre il nostro Premier ha dichiarato di non essere uno scienziato e che il Governo non dà numeri a caso, la Merkel in una conferenza stampa ha dato tutti i numeri per capire l’emergenza sanitaria e ha preparato un piano per la riapertura. Attualmente in Italia non ci sono idee su come e quando riaprire e addirittura se riaprire tutto il territorio insieme o se fare una riapertura differenziata.  Bisogna dare atto al premier che aveva ragione quando ha detto di non essere uno scienziato.

In Italia l’unica regione che ha effettuato tamponi in massa è il Veneto, che, infatti, vuole ripartire per salvare le tante PMI che sono il motore non solo della Regione ma anche dell’Italia. È necessario che il Paese torni a produrre ricchezza per far ripartire l’economia, altrimenti, oltre alle ben prevedibili e terribili conseguenze economiche, rischiamo di perdere terreno in Europa a detrimento di quel poco potere contrattuale che abbiamo.

Nemmeno gli interventi del governo in ambito economico hanno avuto efficacia sia a causa di errori che a causa della burocrazia tossica, che strangola da troppo tempo l’economia del nostro paese. Anche qui è doveroso un paragone con la Germania che ha aiutato le imprese non solo in maniera più efficace ma anche in tempi molto ridotti, mentre da noi si cercava di capire cosa fosse successo ai server dell’INPS quando invece quelli dei siti a luci rosse erano in grado di gestire una platea ben superiore. Gli errori macroeconomici sono stati sottolineati dal Presidente Berlusconi in un articolo comparso sul Sole 24 Ore di sabato 18 aprile.  

L’emergenza sanitaria ha già avuto e avrà conseguenze spaventose in tutto il mondo ma in Italia saranno aggravate dalla non brillante situazione economica oltre al fatto che i nostri burocrati non sembrano essere all’altezza della peggiore crisi mai affrontata dal nostro paese nella sua storia repubblicana. La classe politica nostrana, purtroppo, già inadeguata in tempi normali, ora dimostra tutta la sua nullità.