La Gran Bretagna non ha paura della variante Delta

di Daniele Dell'Orco
5 Luglio 2021

Dal 19 luglio la Gran Bretagna eliminerà tutte le restrizioni anti-Covid, anche le poche rimaste:

– non si dovranno più usare le mascherine;

– si potrà tornare in ufficio;

– non ci sarà più l’obbligo del distanziamento fisico.

Questo nonostante la “pericolosa” variante Delta e l’impennata di nuovi contagi a cui tuttavia non ha mai fatto seguito un aumento dei ricoveri né del tasso di mortalità (qui il grafico: https://bit.ly/3xhrhCE).

Boris Johnson entrerà nello specifico nel corso di una conferenza stampa in programma a Downing Street nel pomeriggio, e parlerà della necessità di “cominciare ad imparare a convivere con il virus”.

Johnson sottolineerà “il successo dell’andamento del programma di vaccinazioni” – che ha portato al momento alla somministrazione di almeno una dose di antidoto all’86% della popolazione – ma non nasconderà il fatto “che la pandemia non è finita” e che anzi “i casi continueranno ad aumentare nelle prossime settimane”.

“Dovremo tutti continuare a gestire con attenzione i rischi legati al Covid ed esercitare il nostro giudizio”, si appresterebbe a dichiarare il capo del governo di Londra, confermando che – a partire dal 19 luglio – chi ha completato la vaccinazione potrà recarsi in paesi in cui la situazione dei contagi è moderata senza la necessità di stare in quarantena al ritorno.

Appare chiaro, allora, che questa mutazione (già in circolazione da tempo) venga utilizzata come strumento politico dai leader Ue da un lato per colpire i “ribelli” di Brexit, dall’altro per convincere i propri cittadini ancora scettici riguardo la campagna vaccinale a scegliere di immunizzarsi (in Italia sono 2,4 milioni solo gli over 60 “vaccine-free”). Ma, bisogna ribadirlo con forza, l’istinto di dover ricorrere alle pressioni psicologiche anti-scientifiche per convincere le persone ad affidarsi a una soluzione (semi)scientifica non è tipico di una società in salute e di uno Stato solido e sicuro delle proprie scelte. La logica utilitaristica del “tanto peggio tanto meglio” oltre a produrre dei risultati parziali contribuisce alla lunga a produrre senso di sfiducia. Gridare “al lupo al lupo” sperando che gli italiani “dubbiosi” si convincano anziché escogitare soluzioni diverse è un esercizio davvero puerile. E come finisce quella parabola poi lo sappiamo tutti…