Kamala un cliché sinistro alla Casa Bianca

di Redazione
10 Novembre 2020

di Federica Pascale

Tutto il mondo ha seguito con grande interesse le elezioni americane iniziate lo scorso 3 novembre e terminate con la vittoria, seppur tutt’oggi dubbia, di Joe Robinette Biden Jr. Al suo fianco, come vicepresidente, Kamala Devi Harris.

La Harris è molto stimata dai media politically correct di mezzo mondo. Infatti, vanta moltissime doti. Innanzitutto è donna, che pare essere un merito e non una caratteristica fisica. Ma c’è di più, è nera. Americana ma di origini straniere. Non afroamericane, ormai passate di moda con Barack Obama, bensì indiane per parte di madre e giamaicane per parte di padre. Avanguardia pura.

Kamala, un nome esotico, accoppiata a Joe, classicone americano un po’ all’antica. Una donna mulatta pronta a svecchiare il compagno di corsa e a garantire la “vicinanza” a tutte le minoranze d’America. Dal mondo LGBT agli afroamericani di Black Lives Matter, con le loro problematiche da sempre inascoltate ma che in campagna elettorale tornano di importanza fondamentale.

La vicepresidente è proprio il fiore all’occhiello della nuova amministrazione Biden. Questo perché corrisponde esattamente a tutti gli standard della sinistre progressiste, che esaltano senza alcun motivo le diversità in quanto tali. Sesso, età, aspetto fisico, origini, razza, orientamento sessuale, religione. Tutto ciò diventa assurdamente parametro per valutare un individuo.

Seguendo questa linea di pensiero, Kamala Harris viene scelta non per la leadership o la capacità di governare ma per l’estetica ed il dato anagrafico, che richiamano l’attenzione e si prestano a titoloni e copertine patinate ad effetto. Così accadde anche per Alexandra Ocasio Cortez, giovane radicale dem al Congresso, che vanta le stesse caratteristiche della Harris. Donna, mulatta e per di più giovane. Le due fanno già squadra e Joe, probabilmente, verrà presto messo all’angoletto.

Ad ogni modo, è stata eletta la prima donna vicepresidente. Capacità, idee, competenze sono passate in secondo piano, ma almeno il mondo ha finalmente raggiunto questo grande traguardo. Da adesso la bambina che vedrà parlare Kamala alla televisione in diretta da Washington, potrà anche lei sognare la Casa Bianca. Certo, potrà. Sempre che non sia bianca, cattolica o etero.