Intervista a Vanessa Ledezma, la figlia dell’ex sindaco di Caracas scomparso

di Alessandro Aragona
5 Agosto 2017

Abbiamo parlato stamattina con Vanessa Ledezma Camero, figlia dell’ex sindaco di Caracas Antonio Ledezma, portato via dagli uomini del Sebin, il servizio d’intelligence bolivariana, all’alba del primo agosto. Di lui oggi non si hanno notizie. Vanessa, sposata con due bambine, vive a Modena ed è in Italia da 7 anni. La notizia dell’arresto del padre l’ha appresa dai video usciti sui social, girati dai vicini di casa del padre.

“Sono momenti drammatici per la mia famiglia. Non ho nessuna notizia di mio padre, non sono permesse le visite nè ai parenti nè agli avvocati. Sembra sia stato rinchiuso in un carcere militare insieme a Leopoldo Lopez (il leader di Voluntad Popular, ndr), ma non sappiamo dove, e comunque non è una notizia certa. Il video in cui lo prelevano è l’ultima immagine che ho di lui”.

Qual è l’accusa?

“Il regime lo accusa di tradimento della patria, quando la sua unica colpa è quella di amare il proprio Paese e di essere una persona libera e di fare opposizione a un governo che ha affamato il popolo e seminato morte. Già nel 2015 era stato arrestato. Non gli è stata perdonata la critica alle elezioni per l’Assemblea Costituente, peraltro disapprovate da oltre 40 paesi. Cercano di mettere a tacere le voci libere, ma non ci fermeranno, continueremo a lottare per mio padre e per il Venezuela”.

Com’è la situazione attuale in Venezuela?

“Drammatica. Manca tutto. Medicine, viveri, beni di prima necessità. E la colpa è del regime. Non ci sono solo i morti di piazza, ma le innumerevoli vittime per fame e malnutrizione. Hanno accusato l’opposizione di tutto, perfino di essere al soldo degli Stati Uniti per fare un colpo di Stato. Ridicolo. L’unica verità è che oggi in Venezuela c’è un grande movimento di popolo contro un regime assassino che ha come unico obiettivo il mantenimento del potere. Non contano neanche più le sigle e le divisioni partitiche, oggi in Venezuela è comunismo da una parte e libertà dall’altra”.

Quali sono state le reazioni della politica italiana?

“Tante sono le telefonate con le quali i politici locali e nazionali mi hanno dimostrato vicinanza. In tanti hanno deciso di mettere la situazione venezuelana sotto la luce dei riflettori, sia in Parlamento che nelle amministrazioni locali. Dell’arco costituzionale, solo il M5S non si è fatto sentire. Speriamo che il Governo italiano continui a esercitare pressione sulla comunità internazionale per mantenere il tema all’ordine del giorno. Il Venezuela e i venezuelani sono allo stremo”.

Tornerai in Venezuela a breve?

“Vorrei tanto, ma le ragioni di sicurezza oggi mi impediscono di andare. L’ultima volta che ho visto mio padre è stato due anni fa in carcere, ed è anche l’ultima volta che l’hanno potuto abbracciare i miei figli. Ad ogni modo la mobilitazione non si ferma, andremo avanti fino a quando mio padre e le centinaia di oppositori al regime non saranno liberati. E fino a quando il Venezuela non tornerà libero”.