Il velo omertoso che circonda i talebani

di Jacopo Ugolini
22 Agosto 2021

Kabul è stata presa dai talebani, gli Stati Uniti d’America fuggono dal luogo in cui vent’anni fa arrivarono e l’Occidente ha mostrato la propria intrinseca debolezza. Le prime pagine dei giornali stanno narrando la sconfitta del governo guidato da Ashraf Gani e supportato dalla NATO. Ma pur vedendo e leggendo, in questi giorni, che cosa sta avvenendo in Afghanistan, è bene ricordare chi sono e come nascono coloro che chiamiamo “talebani”.

Partiamo da quasi trent’anni fa: i mujaheddin, cioè la resistenza islamica, fortemente finanziata anche dagli Stati Uniti, vincono i sovietici. L’origine dei mujaheddin è determinata dalla conformazione montuosa del territorio. Si tratta di gruppi di guerriglieri d’ispirazione islamica, spesso e volentieri fondamentalisti. 

Data la frammentarietà delle fazioni, l’Afghanistan non viene stabilizzato e ciò fa emergere i talebani, come forza armata che può portare ordine. Non riuscirono ad imporsi al Nord, dove ancora adesso vi è lo spiraglio di una resistenza anti-talebana guidata dal figlio del Leone Massoud. 

Dobbiamo ben ricordare che i talebani trent’anni fa furono accolti benevolmente da una consistente parte di afghani. Venivano adulati come i liberatori dal comunismo. E così si formò lo Stato Islamico dell’Afghanistan, successiva base terroristica di Osama Bin Laden. Tant’è che Al Qaida mai se ne è andata dall’Afghanistan e ora può resuscitare in modo violento. 

I talebani sono radicati tra i fondamentalisti islamici non solo a livello terroristico e militare, ma anche a livello politico e popolare. O meglio, vengono tacitamente approvati da consistenti fette di popolazione islamica. 

Sebbene stiate leggendo le parole di un ventenne convinto del fatto che la gran parte degli islamici non è violenta e vuole solo la pace democratica e un progresso politico laico, dobbiamo tutti riconoscere che i talebani hanno attecchito nella società civile. 

Ora la gran parte degli afghani sta protestando contro il nuovo Emirato Islamico perché consapevole del benessere tipico di una società tesa alla democrazia, ma la forza dei talebani sta proprio nell’essere appoggiato implicitamente e silenziosamente da alcuni strati della comunità afghana. 

Basta guardare delle interviste su internet per scoprire che, dove i talebani controllavano il territorio pur esistendo il governo di Ghani, supportato dall’Occidente, una buona parte della popolazione riconosceva ai talebani la capacità di mantenere il territorio in ordine (usando metodi mafiosi come le estorsioni e il narcotraffico) e di permettere anche alle donne (una novità per i fondamentalisti islamici) di studiare, anche se nelle scuole femminile si studia unicamente il Corano. 

Il movimento militare ha l’appoggio di altre formazioni islamiste fondamentaliste, come Hamas che ha esultato alla conquista di Kabul. Nomea e rispetto all’estero, omertà e violenza all’interno. Sentiremo ancora parlare per mesi e mesi dell’Afghanistan. Sentiremo le urla di donne che vorranno vivere libere e di crescere i propri figli non sotto la Sharia.

Che sia per l’Occidente una batosta che faccia cambiare la strategia: dialogo e rispetto per tutti, ma sempre e comunque lotta al terrorismo e al fondamentalismo.