Il curioso caso del governo socialista in Macedonia: in 3 anni non ha firmato nemmeno un accordo commerciale

di Redazione
10 Febbraio 2020

In un lasso di tempo di quasi tre anni il governo guidato dal partito SDSM (Unione Socialdemocratica di Macedonia) non è riuscito a stipulare nessun accordo commerciale, un dato che lo classifica in fondo all’elenco di tutti i governi macedoni fino ad oggi, secondo l’analisi di Filip Ivanovski di Conservativ MK, think tank indipendente di politica estera di Skopje.

Secondo gli ultimi dati disponibili del Ministero dell’Economia e del Ministero delle Finanze, il numero di accordi commerciali internazionali firmati è stato drasticamente ridotto durante il mandato dell’attuale governo, guidato appunto dal partito SDSM.

Come risultato di questa tendenza, nel periodo dal Maggio 2017 fino al Novembre 2019, rispetto ai precedenti due anni e mezzo, il numero di accordi commerciali stipulati tra la Repubblica di Macedonia e gli altri paesi è diminuito del 100%.

Per fare un confronto, nei precedenti due anni e mezzo, dal Novembre 2014 fino ad Aprile 2017, l’allora governo guidato dal partito VMRO-DPMNE (Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone – Partito Democratico per l’Unità Nazionale Macedone) aveva stipulato esattamente sei accordi di questo genere.

Secondo i dati del sondaggio, i risultati dell’attuale governo del partito SDSM sono i peggiori dall’indipendenza della Repubblica di Macedonia. Infatti sono stati ottenuti migliori risultati persino nei primi due anni e mezzo della nostra indipendenza, ossia nel periodo dal Gennaio 1991 al Giugno 1993, quando il governo di allora era riuscito a stipulare due accordi commerciali, uno con la Slovenia nel Febbraio 1992 e uno con la Russia nel Maggio 1993.

Il futuro governo non dovrebbe ripetere gli errori dell’attuale governo, quindi dovrebbe lavorare alla stipula di nuovi accordi commerciali con paesi dell’Europa e del mondo. “In questo modo si creerà una maggiore domanda dei prodotti macedoni all’estero, e anche prodotti esteri potranno essere più economici in Macedonia e gli investimenti crescere di numero”, afferma l’autore dell’analisi Filip Ivanovski, che ha conseguito un master presso l’Università di Toronto e ha fatto parte della Bocconi Summer School.

Complessivamente, la maggior parte degli accordi commerciali è stata firmata nel periodo in cui era in carica il precedente governo, quello guidato dal partito VMRO-DPMNE, ovvero nel periodo tra il 2006 ed il 2017, quando il governo aveva stipulato un numero straordinario di 45 accordi del genere.

Il miglior risultato, tuttavia, è stato ottenuto dal governo di Ljubco Georgievski (attuale leader del partito membro del Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei, all’epoca presidente del centro-destra VMRO-DPMNE, membro del PPE), che nel periodo dal 1998 al 2002 mediamente stipulava 8 accordi commerciali all’anno, numero molto più elevato di qualsiasi altro governo macedone finora.

Rimane da vedere se l’attuale governo sarà in grado di stipulare almeno un accordo commerciale nei restanti tre mesi del suo mandato.

Questa classifica tiene conto di quattro indicatori: numero di accordi stipulati di libero scambio, numero di accordi stipulati di cooperazione economica e commerciale, numero di accordi stipulati di reciproca protezione e promozione degli investimenti e numero di accordi stipulati di doppie imposizioni fiscali.

Stefan Vasilevski 

Executive director at www.Conservative.mk