Giubilei a Eurasia: “Italia delusa da reazione Ue al Coronavirus, lasciati soli”

di Francesco Giubilei
16 Marzo 2020

Il presidente di Nazione Futura Francesco Giubilei è stato intervistato da Eurasia.expert, principale agenzia stampa con notizie dai paesi dell’Est Europa, dal Caucaso e dell’Asia Centrale (Russia, Bielorussia, Serbia, Moldavia, Armenia, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan…) sull’emergenza Coronavirus in Italia: “l’epidemia di coronavirus che si è diffusa in Europa ha messo in luce tutta una serie di problemi, non ultimo quello della precarietà dei valori che ha proclamato tra cui l’assenza di ‘solidarietà europea’. Ne ha parlato il noto professore dell’Università G. Fortunato di Benevento Francesco Giubilei”. Riportiamo l’intervista in italiano.

1. As you know, the largest outbreak of the virus in Europe is recorded in Italy. Next in terms of the number of patients are Germany and France. How has coronavirus affected Italy’s economy?

Le conseguenze del Coronavirus sull’economia italiana sono ad oggi gravi ma saranno molto gravi sul medio periodo. Non dimentichiamoci che l’Italia è l’ottava nazione più industrializzata al mondo. La nostra economia si basa perciò su un buon settore industriale, su un forte settore manifatturiero e sul terziario tra cui l’ambito turistico molto sviluppato. Con il decreto emesso dal governo fino inizio aprile tutti gli esercizi commerciali che non sono di pubblica utilità devono essere chiusi. A ciò si aggiunga il fatto che l’economia italiana è basata sull’export e questa crisi ha ricadute su tutta l’economia europea.

2. What measures are being taken in Italy to combat coronavirus? EU ready to help Italy?

C’è grande delusione in Italia per il comportamento dell’Unione europea che ci sta lasciando soli ad affrontare l’emergenza del Coronavirus. Che senso ha l’Unione europea se neanche nei momenti del bisogno aiuta una nazione come l’Italia che è tra i paesi fondatori dell’Ue ed è la terza nazione per abitanti? L’Unione europea dovrebbe fare di più soprattuto da un punto di vista economico aiutando lo stato italiano (e di conseguenza i cittadini italiani). Non dimentichiamoci che ogni anno l’Italia contribuisce al bilancio europeo con miliardi di euro, se non si dimostra solidarietà in questa fase, per l’Italia non c’è ragion d’essere di far parte dell’Unione europea.

3. Please tell us in more detail about the impact of coronavirus on the economy of the European Union ….

Le conseguenze per l’economia dell’Unione europea saranno gravi, oltre all’Italia (che rappresenta la terza economia dell’Ue dopo Francia e Germania), il Coronavirus si sta rapidamente diffondendo nel resto d’Europa, ciò significa che molte altre nazioni a breve si troveranno in una situazione simile alla nostra con tutte le conseguenze. Non dimentichiamo inoltre che viviamo in un mondo globalizzato dove gli effetti di una crisi economica rischiano di avere l’effetto domino. Il rischio di una nuova grande crisi come nel 2008 è purtroppo concreta con conseguenze sull’occupazione in tutta l’Unione europea. Dobbiamo inoltre considerare che già prima che si diffondesse l’emergenza coronavirus l’economia dell’eurozona aveva un ritmo di crescita non particolarmente alto, ora andremo in recessione.

4. How do you assess the ban imposed by President Trump on citizens of European countries (except Great Britain) visiting the United States? What will be the consequences, in your opinion?

Anche in questo caso le conseguenze saranno di carattere economico, il Presidente degli Stati Uniti ha preso una decisione che è nelle sue facoltà, giudico molto più scandaloso il comportamento di alcune nazioni dell’Unione europea verso l’Italia che hanno chiuso le proprie frontiere in modo unilaterale senza comunicarlo al nostro governo. In particolare è molto grave il comportamento dell’Austria e soprattutto della Slovenia che ha addirittura chiuso il confine con dei massi e ha vietato il transito di camion italiani per il suo territorio. Che senso ha l’Unione europea se si prendono decisioni di questo tipo al primo momento di difficoltà?

5. As you know, Turkish President Erdogan opened the border with Europe and migrants are sent to Europe through Greece. More than 100 thousand migrants have already crossed the Turkish-Greek border. However, Turkey promises to send even more migrants to the EU. In your opinion, is the EU on the verge of a new migration crisis? How will this turn out for Europe?

Di fronte all’incapacità dell’Unione europea di articolare una qualsivoglia politica estera efficace, continua l’azione della Turchia di Erdogan con una precisa visione identitaria di espansionismo neottomano. Oltre al ruolo centrale nello scacchiere mediorientale e all’influenza in Siria, negli ultimi mesi la politica estera di Erdogan è diventata sempre più aggressiva. Prima l’intervento in Libia a discapito dell’Italia, poi la volontà di costruire un secondo canale del Bosforo, infine la notizia di oggi di voler ripopolare il quartiere abbandonato di Varosia nella città di Famagosta al confine tra Cipro e Cipro Nord. La questione di Cipro è particolarmente delicata non solo per la Grecia ma anche per l’Italia a causa dei contratti di perforazione per la ricerca di petrolio dell’Eni. A ciò si aggiunga la crescente influenza turca nei Balcani, in Albania, Serbia e Macedonia del Nord. In parole povere la Turchia in politica estera sta sempre di più svolgendo il ruolo che spetterebbe all’Italia mentre noi restiamo a guardare. Per capire l’uso politico dei migranti da parte di Erdogan, basterebbe osservare una cartina geografica e accorgersi che la Turchia confina sia con la Grecia che con la Bulgaria, entrambe nazioni dell’Unione europea. Perché in Grecia arrivano decine di migliaia di migranti e in Bulgaria no? Semplice, perché c’è un accordo tra turchi e Bulgari mentre con la Grecia c’è una rivalità secolare. Per questo l’Ue non può piegarsi a chi utilizza come arma politica la vita di persone disperate.

6. Thus, Brussels faced new challenges that it would be extremely difficult for him to cope with – coronavirus and migrants. Does Brussels have administrative, economic and political resources so that, if such a need arises, to organize the most rigid borders, and where it is necessary to even stretch the barbed wire?

Le risorse ci sarebbero ma il problema più che economico è politico, l’Unione europea non comprende l’importanza di salvaguardare i propri confini. Oggi l’Ue è dominata da una visione globalista che è il contrario di un approccio identitario basato su una confederazione di nazioni. I confini hanno un importante valore e sono necessari per garantire la sicurezza dei propri cittadini. Tutelare i propri confini non significa chiudersi all’immigrazione ma accettare gli immigrati regolari. Difendere i propri confini significa anche difendere la propria cultura, storia e tradizione, questo purtroppo l’Unione europea non l’ha capito perché sembra più propensa a difendere le altre culturale piuttosto che la propria.