Manovra 2023: Il governo Meloni non tradisce e mantiene la strada della responsabilità

di Redazione
23 Novembre 2022

Di Veronica Passaretti

Il Consiglio dei ministri si è riunito lunedì 21 novembre 2022, alle ore 21.00 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni. Oggetto dell’incontro è il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025 (disegno di legge) proposti dal Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti.

Una visione come sempre chiara e mirata quella di Giorgia Meloni, che sceglie di percorrere la strada della cautela e della responsabilità, non dimenticando e mantenendo il focus sugli impegni presi con gli italiani in campagna elettorale. Il pacchetto di misure varate per il 2023 non delude le aspettative: la Premier, consapevole della delicata situazione economica in cui verte l’Italia, si concentra sul da farsi, poche parole e tanti fatti, questo è il motto del governo Meloni, che sta dimostrando di essere pronto a risollevare l’Italia così come aveva promesso, attraverso un intervento basato su concretezza e realtà: un pacchetto di misure tempestive che ora passerà al Parlamento dove dovrà essere approvato entro la fine dell’anno. 

Verso una nuova prospettiva economica

 La nuova manovra finanziaria prevede 35 miliardi di euro stanziati per il 2023 per contrastare i costi energetici. Il contenuto della manovra prevede:

 -Una nuova norma sugli extraprofitti energetici (Aliquota passa dal 25% al 35%)

-Iva al 5% sul gas 

– Tassa piatta incrementale (15% sul maggiore reddito rispetto al massimo del triennio precedente con massimale di 40.000 euro)

– Aumento della platea degli autonomi per la tassa piatta (da 65.000 a 85.000 di fatturato)

-Tassa piatta al 5% (dimezzata) sugli aumenti di produttività fino a 3.000 euro

-Taglio del cuneo fiscale: confermato il taglio del 2% per i redditi fino a 35.000 euro e aggiunto un ulteriore 1% per i redditi fino a 20.000 euro

Imprese: primo step del ‘’più assumi, meno paghi’’ mirata all’assunzione giovanile

-Contributi azzerati per la maggiore occupazione o per la trasformazione dei contratti a tempo determinato in tempo indeterminato per i giovani (under 35), donne e percettori del Rdc.

-Introduzione dei ‘’buoni lavoro’’ per i settori dell’agricoltura, fino a 10.000 euro per regolarizzare il lavoro occasionale e stagionale.

-Prevista la sospensione entro il 2023 della sugar tax e della plastic tax per le imprese, le imposte sui prodotti in plastica monouso e sulle bevande zuccherate.

Incentivi alle famiglie

Si tratta di un pacchetto famiglia da un 1 miliardo di euro. 

-Previsto un aumento del 50% dell’assegno unico per le famiglie con tre o più figli nei primi 3 anni di vita del bambino. 

-Iva al 5% su tutti i prodotti per la prima infanzia e sugli assorbenti femminili.

-Un mese in più di congedo parentale fruibile all’80% nei primi 6 anni del bambino.

Scongiurato lo scalone pensionistico:

Saranno necessari 62 anni di età e 41 di contributi per accedere alla pensione. 

-Confermata APE sociale ed ‘’opzione donna’’.

-Aumento delle pensioni minime

Tregua fiscale

Cancellate le cartelle fino a 1000 euro antecedenti il 2015, mentre per le altre maggiorazioni del 3% e possibilità di rateizzare.

La visione da Gennaio 2024

Il reddito di cittadinanza rimarrà solo per chi non può lavorare, mentre nel 2023 potrà essere percepito da chi può lavorare per soli 8 mesi e decade alla prima proposta di lavoro rifiutata. Inoltre sarà varata una norma contro la concorrenza sleale degli esercizi apri e chiudi, aumento del tetto del contante a 5.000 euro.

-Attenzione particolare anche per la sanità (2 miliardi in più) e per ricostruzione del centro Italia e alluvione nelle Marche (400 milioni)

-800 milioni per i comuni ed ancora 450 milioni per il trasporto pubblico locale.

Critiche pretestuose e dove trovarle

La politica attuata dal governo Meloni – basata sui fatti e non sulle chiacchiere – non sembra però essere apprezzata dalle opposizioni, ai quali non sono bastati gli ultimi 11 anni di governi non eletti da nessuno per mettere in ginocchio l’Italia. Giuseppe Conte è infatti pronto a scendere in campo in difesa del suo amato reddito di cittadinanza, accusando che «Il governo gioca con le vite delle persone: è un atteggiamento disumano.» 

Poco importa al presidente grillino che il reddito di cittadinanza sia stato uno dei peggiori provvedimenti degli ultimi anni, dispensato in ogni dove senza alcun criterio logico, avendo come unica conseguenza l’inefficacia, oltre che un enorme dispendio di risorse. Per la serie ‘’al ridicolo non c’è mai fine’’ si aggiungono anche Letta, che dichiara «peggio di così era difficile iniziare» e Più Europa con Della Vedova che lamenta «Primo nuovo reato introdotto, la partecipazione ai rave party con galera fino a 6 anni.» 

Nulla di nuovo, tipico atteggiamento della sinistra che si ripete in un loop infinito, solite critiche pretestuose che lasciano il tempo che trovano e rispecchiano perfettamente la politica attuata negli ultimi anni: il nulla.

L’opposizione però non ferma Giorgia Meloni che dimostra coerenza e non mera propaganda, procedendo con prudenza ma in maniera spedita e mirata, orgogliosa della manovra, sottolineando «Non abbiamo pensato al consenso, abbiamo fatto scelte utili.»

Ancora una volta a testa alta, dando prova di tutta la sua serietà, responsabilità e competenza, Giorgia si appresta a realizzare il disegno di un’Italia senza precedenti.