Gas: costi alle stelle, un inverno al freddo

di Jacopo Ugolini
29 Agosto 2022

Ogni giorno i risparmi degli italiani vengono sempre più dispersi a causa dell’infrenabile aumento del costo del gas. Dall’inizio della guerra russo-ucraina, dove l’Italia e l’Europa si sono schierati convintamente con l’Ucraina, il costo del gas, partendo dai 300 euro al megawattora di qualche settimane fa, oggi ha toccato il record dei 339 euro.

Sono prezzi che non si sono mai visti nel mercato mondiale dell’energia e che mettono i governi con le spalle al muro. Il tutto è fortemente legato all’interruzione dell’attività del gasdotto Nord Stream 1, che viene utilizzata ormai da mesi come arma politica da parte della Russia. L’ultima novità a riguardo è l’interruzione fissata per apparenti motivi tecnici che durerà per ben tre giorni, dal 31 agosto al 2 settembre. Il fatto inquietante è costituito, però, dalle previsioni che diversi analisti del settore ipotizzano in questi ultimi giorni: il valore del gas potrebbe toccare i 400 euro a megawattora. 

Tutto ciò cosa significa nel breve e nel lungo periodo? I costi delle bollette impazziscono e saremo probabilmente costretti a limitare l’utilizzo di tutto ciò che prevede un ruolo giocato dal gas. Questi aumenti stanno colpendo terribilmente famiglie e le categorie imprenditoriali, ma anche la stabilità (e credibilità) finanziaria del nostro Paese viene colpita. Non a caso in questi giorni gli hedge fund stanno massicciamente scommettendo contro l’Italia e l’insolvibilità del debito pubblico, come avvenne nel 2008. Da più parti, quindi, si chiede un deciso intervento del governo per far fronte alle terribili conseguenze dettate da questo aumento che va ad unirsi all’inflazione all’8%: le famiglie soffrono sempre di più col passare dei giorni e circa 120mila imprese secondo Confcommercio-Imprese per l’Italia sono a rischio chiusura.

Questi esponenziali aumenti del gas rischiano di mettere in ginocchio tutta la filiera produttiva italiana. Sempre secondo Confcommercio, sono di diverse categorie produttive le aziende che sono state maggiormente colpite da questi altissimi costi: media e grande distribuzione, tutto il settore della ristorazione e del turismo (alberghi e le varie strutture recettive), ma anche il settore dei trasporti a causa dell’aumento del costo del metano. Confcommercio ha analizzato gli effetti degli aumenti del costo dell’energia, decretando che nel 2022 il terziario manda in fumo 33 miliardi di euro in energia, un valore che è il triplo rispetto a quanto fu pagato nel 2021 (quando si pagò 11 miliardi) e il doppio rispetto al 2019 (14,9 mld.)

Come affrontare questo problema? Da destra a sinistra i partiti chiedono un ulteriore scostamento di bilancio per aiutare le famiglie e far sopravvivere le imprese. Però gli aiuti economici, premettendo che il premier Draghi ha comunicato che un nuovo scostamento sarà deciso dal prossimo governo, probabilmente non basteranno e saranno inevitabili dei lockdown “energetici”. Lo stesso Matteo Salvini, leader della Lega, pochi giorni fa ha ammesso questo rischio, che potrebbe concretizzarsi nell’obbligo di chiusura anticipata dei grandi edifici, dei ristoranti e dei bar, ma che andrebbe a colpire le famiglie tramite la riduzione delle temperature nelle case, limitando l’orario di accensione del riscaldamento per questo inverno. L’illuminazione pubblica potrebbe essere limitata, rendendo le città italiane ancora più pericolose.

Davanti a noi abbiamo il serio rischio di passare un inverno al freddo e senza soldi. Prepariamoci. Non fermiamoci, però, con la realizzazione dei rigassificatori, diversifichiamo ancora di più i nostri partner energetici dai quali compriamo l’energia, limitando sempre di più la nostra dipendenza dalla Russia, e torniamo definitivamente a studiare il nucleare di quarta generazione. Prima si comincia, meglio è!