Il Sole dell’Impero: storia, pulp e fantascienza nel libro di Adinolfi

di Redazione
23 Dicembre 2016
Immaginate un passato ucronico dove i fermenti politici, artistici e culturali degli anni ’20 e ’30 prendono vita in un’Europa imperiale in cui il Sacro Romano Impero esiste ancora. Immaginate che in questo mondo prenda vita un’avventura che si sviluppa tra intrighi internazionali, spionaggio e geopolitica e che prende improvvisamente la piega di una ricerca alla Indiana Jones in cui l’aspetto fantarcheologico si ricollega ad elementi tradizionali ed esoterici tipici degli studi di Evola e Guénon. Una pulp adventure condita con un po’ di fantascienza retrò in stile dieselpunk e che strizza l’occhio ai classici della Bande Dessinée fraco-belga. È la ricetta perfetta del Sole dell’Impero, libro d’esordio di Carlomanno Adinolfi (Idrovolante edizioni).
Un mondo immaginario, per molti solo una fantasticheria, ma che potrebbe trasformarsi in uno strumento per rendere forti i vecchi sogni, non solo per immaginare ma per provare a pensare e realizzare un mondo nuovo. Un mondo dove l’eroismo è la prassi quotidiana e dove il “tirare a campare” e il “chi te lo fa fare” non sono la regola ma l’eccezione, un mondo dove l’aspirazione a migliorarsi e la febbre delle altezze spirituali sono una necessità imprescindibile e dove solo chi persegue l’orizzontalità e l’uniformazione è visto come fanatico o come pazzo. Un mondo dove i grandi temi dello spirito non sono solo una favoletta o uno studio intellettuale ma una realtà molto più viva di quella che ci si presenta davanti agli occhi.

Il Sole dell’Impero, pp. 606, euro 21

Link all’acquisto: http://www.idrovolanteedizioni.it/libri/il-sole-dellimpero/

Un mondo dove trovare continuamente la sintesi tra ogni pulsione innovatrice o di impeto vitalista e la necessità di conservare e difendere i principi più profondi della propria civiltà è la vera rivoluzione, una rivoluzione improntata sull’azione e sullo slancio, una rivoluzione in cui le vestigia dell’Impero Romano possono continuare a vivere tra i grattacieli e le strutture verticali delle grandi metropoli futuriste. Un mondo dove l’Europa possa essere una federazione di popoli uniti da una sola volontà e un solo destino e non un mercato finanziario e burocratico destinato a far sparire per sempre millenni di civiltà, sostituiti da un flusso fluido e uniformante a cui nessuno è più capace di fare scudo. A meno che non si sia nuovamente capaci di rinnovarsi mantenendosi fermi anche nei momenti più oscuri, come quel Sole che va sempre cercato anche nelle notti più buie.