Ronald Reagan: il conservatore che rivoluzionò l’America raccontato da Gennaro Sangiuliano

di Pasquale Ferraro
3 Febbraio 2021

Da Paolo di Tarso in poi la storia ha preso atto che nulla è più forte di una conversione, nessun messaggio è rivoluzionario, autentico e seducente come quello testimoniato da un convertito. In questo la politica non fa eccezione alcuna, anzi nessuno come Ronald Reagan ne è stata testimonianza vivente.

Democratico in gioventù, negli anni di Franklin Delano Roosevelt e del New Deal, il giovane attore – ex radiocronistra  sportivo – inizia la propria carriera politica nel potentissimo sindacato degli attori di Hollywood di cui ne diviene presidente negli anni ruggenti della Commissione sulle attività antiamericane con cui il Congresso si cimenta nella caccia alle streghe contro i comunisti infiltrati nell’industria cinematografica, con le star del cinema che sfilano a Washington per deporre in diretta nazionale.

Sono i primi segni del maccartismo che si manifesterà in quella fase calda della guerra fredda nell’instabile e sensibile alla paura rossa società americana. Reagan pur ammettendo che vi fossero anime comuniste nel mondo degli studios, non radicalizzerà mai il messaggio, cosi da non amplificare l’incendio che divampava tra le colline della capitale del cinema. 

Negli anni successivi gli Stati Uniti affrontarono una stagione di trasformazioni politiche e sociali enormi, l’eredità di Roosevelt è stata sacrificata alle esigenze della guerra, e gli anni successivi vedono gli Usa impegnati dalla Corea, fino al fatico Vietnam. Ronald Reagan in quegli anni di impegno sindacale, e di grandi scossoni sociali per l’America, inizierà la sua lenta, attenta e ponderata conversione al conservatorismo, frutto di un clima di rinascita conservatrice, e di trasformazione anche per il Partito Repubblicano. 

L’anno fatidico è il 1964, quello delle elezioni più combattute e divisive dell’immediato dopo guerra. Il campione dei repubblicani è Barry Goldwater, il senatore dell’Arizona autore di un best-seller politico destinato a cambiare la storia del mondo conservatore americano.

Come scrive Gennaro Sangiuliano nella sua ultima fatica appena uscita in libreria, Reagan – Il Presidente che cambiò la politica americana, (Mondadori, Le scie) Ronnie come lo chiamano, diventerà assoluto protagonista di quella lotta che anche se vedrà soccombere il candidato conservatore nella sfida con Lyndon B. Johnson, segnerà simbolicamente l’inizio di quel lungo cammino che lo porterà nel 1980 nello studio ovale. Scrive Sangiuliano “Goldwater, conosce bene l’efficacia di oratore e le abilità di attore hollywoodiano, gli ha affidato l’ultimo appello agli elettori. Il discorso possiede anche un titolo A Time for Choosing”.

Quel discorso entrerà nella storia, e sigillerà definitivamente Ronald Reagan come l’astro nascente della nuova destra conservatrice, di cui Goldwater è stato il precursore, e Reagan sarà il campione.

Gennaro Sangiuliano, maestro indiscusso delle biografie (Putin, Xi Jinping, Hillary Clinton, Trump) ci conduce nella vita straordinaria di un leader capace di segnare non solo l’immagine degli Stati Uniti, ma insieme alla sua alleata Margaret Thatcher, la storia del conservatorismo, oltre che l’attuazione politica, del neoliberismo.

Oggi Reagan è un simbolo, un’icona non solo americana, che incarna nella memoria collettiva  tanto l’ottimismo dirompente che ha caratterizzato gli anni ottanta, quanto la volontà di riscatto in tempi grami come i nostri. Un uomo semplice, ma in grado di trasmettere sicurezza, e forza di volontà in un paese  come l’America in crisi di identità, dopo la ferita del Vietnam, il Watergate e i quattro fallimentari anni di Jimmy Carter alla Casa Bianca. Con la sua ironia, le barzellette che ancora oggi spopolano nel web, ha saputo rasserenare l’America, divenendone guida e custode.

Le vittorie plebiscitarie di Reagan sono la testimonianza numerica dell’immenso consenso di cui godette, tanto da sopravvivere alla fine del suo mandato nel 1988 con il suo Vice George H. Bush eletto Presidente nell’ondata reaganiana che attraversava gli Stati Uniti. Di se disse come ci ricorda sempre Sangiuliano “ Qualunque cosa la storia dirà di me quando non ci sarò più, spero che ricorderà che mi sono appellato alle vostre speranze, non alle vostre peggiori paure, alla vostra fiducia piuttosto che ai vostri dubbi.

Il mio sogno è che ciascuno di voi possa percorrere la propria strada guidato dalla luce della libertà”.  Questo fu Ronald Reagan, un grande uomo, un vero conservatore, uno straordinario presidente. Ed oggi è un faro per ogni conservatore.