Mostra del Cinema e caccia alle streghe

di Enrico Ellero
7 Febbraio 2020

Sul Corriere della Sera di mercoledì 5 febbraio Paolo Valentino propone di sospendere la Coppa Volpi, il premio che viene assegnato ogni anno alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia al miglior interprete maschile e alla miglior interprete femminile.

Perché mai questa necessità impellente di sospendere un premio che viene assegnato dal 1935?

Semplice, risponde Valentino: la Coppa Volpi è dedicata al conte Giuseppe Volpi di Misurata, celebre imprenditore veneziano che ricoprì diversi ruoli di spessore durante il Ventennio, tra cui quelli di Governatore della Tripolitania, presidente di Confindustria e ministro delle Finanze. Ma l’accusa più infamante, la macchia indelebile nella biografia di Volpi per usare le parole del giornalista del Corriere, è quella di aver appoggiato attivamente le leggi razziali del 1938 o quantomeno di non essersi opposto come fecero altri gerarchi del calibro di Balbo e De Bono.

Ciò che Valentino minimizza o considera secondario nel ritratto del conte è che Volpi fu anche e soprattutto il più importante imprenditore e mecenate veneziano della sua epoca, fondatore e presidente della Sade, tra i fondatori della prima area industriale di Porto Marghera, presidente della Biennale di Venezia e padre della Mostra del Cinema. Fu persino proprietario dell’Hotel Excelsior del Lido, simbolo per eccellenza della Mostra.

A questo punto sorge spontanea una domanda: la Coppa Volpi è una santificazione del conte e un giudizio morale a tutto tondo sulla sua vita oppure, più semplicemente, un doveroso riconoscimento al fondatore del mito del cinema veneziano? Il buonsenso ci farebbe naturalmente propendere per la seconda risposta, ma a quanto pare in questi tempi di caccia alle streghe, o caccia di fantasmi verrebbe da dire, visto che almeno le streghe medievali erano vive, le patenti di integrità morale assegnate da inquisitori improvvisati sembrano avere la meglio su tutto, inclusa la storia.

Come fa notare Marco Gervasoni sul Giornale riprendendo questa polemica, il passato non si dimentica, ma bisognerebbe prima di tutto conoscerlo e non manipolarlo a proprio piacimento.

Tant’è che Valentino conclude l’articolo auspicando che la Coppa Volpi venga momentaneamente sospesa e nel frattempo una commissione di storici approfondisca il ruolo di Volpi nell’approvazione delle leggi razziali. Capito? La questione non è ancora stata approfondita, ma intanto nel dubbio sospendiamo la Coppa. Conte Volpi, colpevole fino a prova contraria.