Giulio Caradonna: una storia di destra

di Simone D,Aversa
20 Aprile 2020

Giulio Caradonna è stato un dirigente politico del Movimento Sociale Italiano. Figlio di Giuseppe Caradonna, dirigente del PNF, nella giovane età di 16 anni aderì alla RSI.

Tra i suoi incarichi istituzionali, Deputato per Otto legislature, Consigliere comunale di Roma, Consigliere Provinciale di Roma ed uno dei pochissimi Sindaci missini come primo cittadino di Cave un Piccolo Comune della Provincia di Roma. Nella struttura dirigente del partito e delle organizzazioni giovanili è stato un punto di riferimento indiscusso, Presidente e fondatore del FUAN – Caravella, Segretario del raggruppamento giovanile studenti e lavoratori del MSI. Tra i vari incarichi é stato anche Presidente dell’accademia pugilistica romana.


Per quarant’anni parlamentare del Msi e capo indiscusso di quella che veniva chiamata negli anni ’50 e ’60 la “Gioventù Nazionale”.Una figura storica importante per i gruppi giovanili della Destra italiana. Lui non si tirò mai indietro quando dovette difendere la fiamma pur passando da crumiro guastafeste. nel 1968 guidó l’assalto nell’Università la Sapienza di Roma nella facoltà di Lettere che era stata occupata, preoccupato, così come il MSI, della partecipazione dei militanti di destra nella rivolta insieme agli studenti di sinistra.


I giovani missini lo chiamavano “er sor Giulio” un uomo basso, tondo con un bel baffo e sempre in compagnia della sua stampella. Ricordiamo un inno coniato dai militanti del Partito “Se non ci conoscete, ohé, per la Madonna, noi siamo gli arditi di Giulio Caradonna!”.
Una dozzina di processi, sette condanne, molte scritte “vota Caradonna” sui muri di Roma, la stagione più densa di risse tra il 1955 a difesa dell’idea e della libertà di espressione anche per chi viveva negli anni dell’ “uccidere un fascista non è reato”.

Un episodio da ricordare fu il comizio di Centocelle, del gennaio 1971, di lì a poco si sarebbero svolte le elezioni amministrative, Caradonna ed i suoi seguaci in una zona di Roma completamente rossa fecero valere la loro libertà di espressione. Un aneddoto particolare fu quella volta che cercò di buttare l´ambasciatore cinese, in mutande, dentro la fontana della Minerva.


Filo israeliano, atlantista ed antirazzista convinto, sostenne che il MSI fosse “la sputacchiera amica” della DC. Caradonna è stato anche uno dei primi parlamentari di Destra a recarsi ufficialmente nello Stato di Israele. Fu uno dei primi a sostenere della necessità di un dialogo con gli Stato Uniti d’America e sosteneva che il Movimento Sociale Italiano ricevette finanziamenti proprio da Nixon, da lì nacque la svolta con l’adesione di molti ex militanti del Partito Monarchico e la crescita del Partito nelle elezioni.


Alle elezioni politiche del 27 marzo del 1994 non fu ricandidato per divergenze ideologiche con il segretario Gianfranco Fini, tanto è vero che non aderì ad Alleanza Nazionale. Un uomo che accusó Fini di aver violato lo statuto eliminando dal nome del Partito “Destra Nazionale”, sosteneva una svolta nel Partito che doveva diventare un Destra di governo, come non riuscì a fare il partito nel 1960 nel sostegno al Governo tambroni con un esecutivo monocolore DC.


Un politico d’altri tempi, un attivista pragmatico, idealista, attento all’esigenze dei militanti del Partito e stimato in maniera trasversale da molti personaggi politici del tempo. La singolarità di questo personaggio, di poche parole e di fin troppa azione, un militante fedele al partito con il rifiuto per le correnti e le lotte fraticide. Insomma Caradonna fu un Leader, nel vero senso della parola, sempre in prima linea a difesa dell’idea. Una testimonianza di quello che la Destra oggi più che mai ha bisogno.