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“Piper”: il primo album della band romagnola ‘The Hangover’. Un tributo ai successi degli anni ’50 e ’60

Cristina Mazzi di Cristina Mazzi, in Cronaca Romagna, Cultura Romagna, del

Il disco che sta per uscire è un omaggio al tacchettio che a inizio anni ’60 svoltava l’angolo di via Tagliamento, a Roma, per andare a ballare al Piper. Il primo album della band romagnola The Hangover si intitola come il celebre locale diventato icona per un’intera generazione, “Piper”. Appunto, un tributo ai grandi successi italiani e oltreoceano nati intorno agli anni ’50 e ’60.

Oggi il gruppo è formato da Cristina Brandolini (voce), Luca Quadrelli (sax), Michele Barasi (chitarra), Luca Angelici (basso) e Pasquale Montuori (batteria). Si esibisce in Romagna fra ristoranti, piazze, feste private e sale da ballo.  Nelle Marche, soprattutto a Pesaro e Senigallia e un po’ in tutt’Italia. «Facciamo serate diverse – racconta la cantante di The Hangover Band Cristina Brandolini -.  A volte saliamo sul palco da soli e il concerto è più “da ascolto”. Altre siamo accompagnati da ballerini boogie e rock ‘n’ roll e balliamo tutta la sera insieme al pubblico».

Fresca fresca è anche la collaborazione con l’insegnate e performer di burlesque Artisia Starlight. Con la quale il gruppo ha creato alcune serate “a tema” dove il repertorio revival si intreccia al ballo, tutti rigorosamente vestiti di bianco, nero e rosso, i colori di Hangover.

«L’album che presenteremo a breve contiene 10 tracce, cinque italiane e cinque americane. E’ l’affermazione di questi anni di lavoro, chi ci segue ce lo chiedeva da tempo. E’ stato prodotto da Laboratorio Rif, un’associazione culturale che sostiene diverse realtà artistiche presenti sul territorio, dalla musica, al teatro, alla fotografia e pittura, nata nel 2014».

La band, invece, si è formata nel 2010. «E’ nato tutto per gioco durante una serata d’estate – continua Cristina Brandolini -. C’era una festa di paese e avevano bisogno di una band, io e Michele Barasi abbiamo colto la palla al balzo. Ma ancora non sapevamo che quella sera sarebbe nata anche la nostra band. Con il tempo abbiamo suonato insieme a tanti musicisti famosi e non. Poi si è formato il quintetto di oggi che calza i grandi successi del passato sulle proprie strumentazioni. Dandogli un tocco di freschezza, ma sempre rimanendo fedeli a quelle sonorità».

E’ così che davanti a loro c’è chi si tuffa nel passato fino all’infanzia. E chi semplicemente si dimena a tempo del “Ballo del mattone”. «Il nostro pubblico spazia dai 25 anni ai 70, alcuni signori si emozionano ancora con Caterina Caselli – conclude la cantante -. Ogni volta che saliamo sul palco cerchiamo di conquistare chi abbiamo di fronte, di divertire, ma il bello di questo genere musicale è proprio questo: unisce un po’ tutti e crea un’atmosfera di spensieratezza».

Per sentirli suonare live in radio tutti i venerdì mattina durante “Boomerang”, il programma dedicato “alla musica che ritorna”, di radio Studio Delta è necessario aspettare fino al prossimo autunno. Il prossimo concerto sarà a Le Felloniche di Longiano venerdì 15. E per il futuro? «Ci piacerebbe portare il disco fuori confine, magari in Russia e nei Paesi fuori dall’Italia dove questo genere musicale è molto apprezzato».

Infine ecco la copertina dell’album in uscita:

 

Cristina Mazzi

Cristina Mazzi

Cristina Mazzi

Dopo la laurea in discipline della Comunicazione all'Alma Mater di Bologna e un corso di scrittura creativa, Cristina ha iniziato a collaborare con il quotidiano nazionale il Resto del Carlino, per il quale si è occupata di scrivere articoli giornalistici di cronaca, politica, cultura e spettacoli. Scrive inoltre per riviste di economia, design e architettura e si è specializzata in social media management

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