Una nuova missione per la politica: interpretare il presente attraverso la cultura

di Ferrante De Benedictis
15 Ottobre 2018

Gli Stati Generali della Cultura di Destra organizzati dal movimento Nazione Futura, hanno rappresentato un bellissimo ed interessante esercizio di discussione sul tema della #cultura e di come questa possa riappropriarsi di un ruolo centrale nel panorama politico italiano.

Occorre certamente interrogarsi se esiste o no oggi uno spazio per le vecchie categorie ideologiche destra e sinistra, categorie che appaiono sempre più superate nei fatti, dal contrapporsi di due visioni del mondo e della società, una sovranista e conservatrice ed una mondialista riformista.
Soprattutto è opportuno comprendere il perché si registra un sempre crescente livello di deculturizzazione, un annichilimento valoriale al quale si accompagna una inesorabile corruzione del costume; e la politica cosa sta facendo per impedire questo depauperamento?
La politica di fatto appare impacciata ed incapace di rispondere efficacemente alle sfide del presente in quanto è evidente la sua abdicazione, la perdita di una vocazione a difesa dell’interesse nazionale e quindi del ruolo di moderatore dei fenomeni storici, economici e sociali, una politica oggi relegata a cortiletto del potere, mero strumento dei potentati economici globali.

Il nostro futuro molto dipenderà dalla riconquista da parte della politica del suo nobile ruolo, riconquista che dipenderà dalla capacità che avrà di riappropriarsi delle chiavi interpretative del presente attraverso un attento e costante lavoro culturale.
A questo deve unirsi un incessante lavoro di recupero dei valori fondanti e tradizionali quali la Patria, la Famiglia, la Libertà e la Giustizia sociale, che trovano il loro pieno compimento nella comunità, entità sempre più minacciata da un imperante individualismo, vero grande male della nostra società.