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Nuove etichette alimentari: da oggi si rischiano sanzioni fino a 40mila euro

Giuseppangelo Canterino di Giuseppangelo Canterino, in Attualità, del

Al via da oggi le nuove sanzioni per le etichette irregolari degli alimenti. Tutte le irregolarità, le ambiguità o le omissioni saranno severamente punite con multe che vanno dai 500 ai 40.000 euro. Il legislatore ha comunque predisposto una “clausola di salvaguardia” e alcune norme mitigatrici di questo panorama sanzionatorio.

La disciplina normativa che regola l’etichettatura alimentare è stata pubblicata in data 8 febbraio 2018 sulla Gazzetta Ufficiale e, come previsto dal regolamento, è operativa dopo 90 giorni. Si tratta del D.Lgs. 15 dicembre 2017, n. 231 recante la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011.

Il regolamento europeo che dà origine alla normativa italiana, come scrive Il Sole 24 Ore, è stato emanato per garantire che i consumatori siano adeguatamente informati sugli alimenti, in modo da consentire scelte consapevoli, prevenendo qualunque pratica suscettibile di indurre in errore i cittadini.

Sono state così definite – a livello europeo – le informazioni che devono obbligatoriamente comparire sull’etichetta di un prodotto alimentare preimballato, come – ad esempio – il termine minimo di conservazione o la data di scadenza dell’alimento, la dichiarazione nutrizionale o l’elenco degli ingredienti.

Particolare preoccupazione desta la presunta irregolarità del provvedimento che obbliga l’indicazione dello stabilimento degli alimenti prodotti in Italia. Il dovere di citare la sede dello stabilimento in etichetta dei prodotti alimentari _Made in Italy _venne introdotto in Italia con il D.Lgs. 109/92, con l’approvazione della Commissione europea. Tale norma perse tuttavia efficacia il 13/12/2014, data di applicazione del regolamento UE 1169/11, poiché l’allora ministra Federica Guidi decise di non
procedere alla doverosa notifica a Bruxelles.

La notifica, da parte dell’Italia, del nuovo schema di decreto legislativo (D.Lgs. 145/17) che ha ristabilito (dopo 3 anni) l’indicazione obbligatoria della sede dello stabilimento sui prodotti italiani destinati al mercato nazionale, secondo la Commissione europea è risultata irricevibile.

Il governo  Gentiloni ha avuto cognizione dell’inapplicabilità di un suo atto avente forza di legge (per contrasto con il diritto UE) 67 giorni prima che il decreto avesse effetto su oltre 60 mila industrie alimentari in Italia. Queste ultime si sono trovate costrette a sottoporre a revisione centinaia di migliaia di etichette, e destinare a rifiuto enormi quantità di imballi primari non utilizzabili a partire dal 5 aprile 2018 in quanto non conformi al decreto di cui nessuno, al di fuori di Palazzo Chigi, conosceva l’illegittimità. Con enormi costi ambientali, nonché di risorse.

Giuseppangelo Canterino

Giuseppangelo Canterino

Lucano, classe 1983, di Garaguso (MT). Laureato in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Perugia. Libero professionista. Amante della lingua italiana e della retorica. Appassionato di politica, sport, musica e filosofia. Seguace di perfezionismo e oggettività. In politica per un solo motivo: riportare in auge una società fondata sui valori e sul rispetto delle regole.

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