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Le Donne, i Cavallier, l’Arme… L’antica tradizione del Palio rivive a Cesena

di Alice Magnani, in Attualità, del

Le strade di Cesena sono pronte a trasformarsi in contrade medievali e a riempirsi di cavalieri in armatura, dame in costume e giocolieri. Questa settimana in città si rievoca il Palio con la Giostra d’Incontro, torneo cavalleresco di antica tradizione. Correva l’anno 1316 quando il palio si celebrò a Cesena per la prima volta, poi la giostra si tenne annualmente prima a dicembre, poi nel periodo di Carnevale. Il 9 dicembre 1465, una bolla ad opera di Papa Paolo II concesse il palio alla città “in privilegio perpetuo”. Da quel momento, fra l’antica tradizione cavalleresca e Cesena si instaurò un legame duraturo, che vide la manifestazione ripetersi in maniera quasi ininterrotta fino al 1838. Dopo anni di oblio, nel 2016 il Palio è tornato a rivivere e questa settimana si celebra la sua terza edizione. Momento per riscoprire la città con le sue radici per i cesenati, e per scoprirla ex novo per i forestieri, il Palio è una delle pochissime giostre storiche autorizzate in Italia e vede in programma spettacoli teatrali, duelli, cortei e sfilate di cavalieri, figuranti e sbandieratori.
Gli appuntamenti prendono il via mercoledì 6 giugno con racconti e aneddoti della storia di Cesena, messi in scena da Daniele Molinari, Daniele Braschi e Alessandro Pieri della Bottega del Teatro di Franco Mescolini nell’anteprima teatrale “Oggi come ieri, dame e cavalieri”, in programma al chiostro di San Francesco (ore 21,15). Lo spettacolo vedrà anche la partecipazione dell’artista cesenate Roberto Mercadini.

Sabato 9 giugno le vie del centro storico, da Palazzo Guidi a Piazza del Popolo, saranno invase da un corteo storico di cavalieri, che sorteggiati dal pubblico saranno associati ai moderni quartieri, rinominati con i nomi delle vecchie contrade quattrocentesche. E così, a metà tra gioco e realtà storica, il quartiere Centro Urbano si dividerà in Contrade Croce di Marmo e Talamello; i quartieri Cesuola e Rubicone diventeranno le Contrade di San Severo e San Giovanni; i quartieri Cervese Sud, Cervese Nord, Ravennate, Fiorenzuola e Al Mare prenderanno il nome di Contrade di San Zenone, Strada Dentro e Strada Fuori; mentre i quartieri Oltresavio, Vallesavio, Borello e Dismano saranno rinominati in Contrade di Chiesanuova, Porta Ravegnana e Porta Trova. Ad attendere i cavalieri in Piazza del Popolo, uno scenografico spettacolo di sbandieratori e figuranti.
Bisognerà aspettare fino a domenica 10 giugno per l’appuntamento più emozionante, la Giostra d’Incontro, torneo di origine medievale che vedrà scontrarsi tra loro cavalieri armati di lancia. A rivestirsi di solide armature e a montare in sella ai cavalli, saranno i cavalieri della “Compagnia dell’Aquila Bianca”, attesi allo Sferisterio della Rocca Malatestiana dalle 17,00. Fino alle 23,00 animeranno la fortezza spettacoli di figuranti, sbandieratori e trombettieri, oltre ad un concerto della Banda Città di Cesena.
A rappresentare l’immagine del palio 2018 è un cavaliere con cavallo e lancia stilizzati, opera del pittore cesenaticense Gilberto Olivi. Hanno organizzato il Palio il Comune di Cesena, la Compagnia dell’Aquila Bianca, la onlus Italia Nostra Cesena e Valle del Savio, Cesena Horse Center, il comitato di valorizzazione del centro storico Zona A, la Banda Città di Cesena, Panathlon Cesena, Archivio di Stato Forlì-Cesena, in collaborazione con Arcieri di San Sebastiano, Rocca Malatestiana, Compagnia del gallo, confraternita della Fenice, Newmatica, Rione Madonna delle Stuoie, Federazione italiana turismo equestre Trec, per un totale di quasi 100 figuranti coinvolti.
Chi volesse approfittare del Palio per osservare da vicino vecchie vestizioni, si potrà recare alla Rocca Malatestiana, per l’occasione aperta, dove sono conservati alcuni esemplari di armatura restaurati nel 2012 con il contributo della regione Emilia Romagna. Saranno visitabili anche l’archivio di Stato e i musei cittadini.

C’era una volta…la Giostra
Luogo scelto per la celebrazione della Giostra a Cesena era piazza Maggiore (oggi Piazza del Popolo), dove i tornei iniziavano dopo cortei tematici o storici. Il cavaliere più abile vinceva un premio di 25 ducati d’oro offerti dalla Camera Apostolica, una cifra che – come spiega lo storico Daniele Molinari, da anni impegnato nello studio della Giostra cesenate – oggi corrisponderebbe a circa 30mila euro. La città ha sempre considerato la Giostra come un vanto ed una sua speciale prerogativa, dedicandola spesso a personalità di riguardo come legati papali, ambasciatori, principi, duchi e regine che erano ospiti a Cesena. Da sottolineare la genuinità che lega Cesena e il Palio: gli studi sulla manifestazione cavalleresca si sono sempre basati su solidi approfondimenti storici e si ricorda che ancora oggi una copiosa documentazione sulla giostra è conservata all’Archivio di Stato di Cesena e alla Biblioteca Malatestiana tra Bolle papali, Capitoli (cioè il regolamento del torneo), cronache, documenti amministrativi, stampe, poemi. Il rilancio del Palio, inteso come momento di approfondimento culturale oltre che di promozione turistica, nasce nel 2016 ad opera del Comune di Cesena, coadiuvato dalla onlus di salvaguardia dei beni culturali Italia Nostra e da altre associazioni cittadine, senza dimenticare il vasto impegno dei volontari.

www.paliodicesena.it

Alice Magnani


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