La sinistra ritorna a «mangiare» i bambini

di Alessandro Rico
16 Marzo 2019

Un tempo i bambini li mangiavano davvero. Adesso sono diventati più furbi: li inghiottono nella grande macchina della propaganda. Il metodo cambia, la sostanza rimane la stessa: a sinistra ripartono dalla pedofagia.

Gli eredi della bandiera rossa, passati dalla dittatura del proletariato alla dittatura dei competenti, funzionano come le signore: attraversano i loro «cicli», ogni tanto rinnovano le loro fissazioni. Un tempo c’era il superamento del capitalismo. Poi c’è stata la «scala mobile». A un certo punto, degli operai e dei salari hanno smesso di preoccuparsi. Così è arrivato il mantra dell’ingresso in Europa. Poi gli omosessuali e i migranti. Adesso è il turno dell’ambientalismo. Che invero non è proprio una novità: i Verdi andavano di moda una trentina di anni fa. Ora, siccome sono l’unica sinistra che cresce (in Germania), avranno pensato che era il momento di riproporli.

Quello che sconcerta, appunto, non è il contenuto della battaglia. Non è nemmeno lo scopo. È il mezzo. Anzi, il mezzuccio. I minori sarebbe meglio lasciarli perdere. Sarebbe meglio non trasformare in un’icona politica una ragazzina di 16 anni, peraltro affetta da sindrome di Asperger. Greta Thunberg non è un esempio di coscienza civile. È la vittima di una violenza. La violenza dei suoi insegnanti, che l’hanno traumatizzata con le lezioni sull’ecocatastrofismo, inducendola a una precoce depressione. La violenza della start up ambientalista che l’ha pescata fuori dal Parlamento svedese e se n’è servita per la raccolta fondi. La violenza dei genitori, due personaggi pubblici che avevano bisogno di farsi altra pubblicità.

Greta non andrebbe gettata nella mischia. Andrebbe curata. E gli altri come lei dovrebbero fare sega a scuola per uscire col fidanzatino. Non «scioperare» con l’incoraggiamento di mamme, papà, professori e presidi. I bambini hanno diritto alla loro infanzia, gli adolescenti alla loro spensieratezza. Nessuno deve permettersi di usarli per risalire la china politica, solo perché un ragazzino, specialmente se ha la sindrome di Asperger, è incriticabile.

Peraltro, facciamo sommessamente notare una cosa: nel futuro dei giovani si staglia una progressiva «cinesizzazione» del mercato del lavoro. Sul Corriere, qualche giorno fa, si parlava del workaholism: neoassunti che lavorano pure quando sono in bagno e rischiano la depressione o il divorzio (quello che la sinistra, bontà sua, ha provveduto a liberalizzare). In pratica, molti ragazzi non avranno mai un lavoro, o ne avranno uno sottopagato. La pensione diventerà un miraggio. I diritti spariranno. Il potere d’acquisto si assottiglierà ancora. E i pochi che lavoreranno, lavoreranno come negri (si può ancora dire, o è razzismo?). A questi problemi, la sinistra e la destra non hanno risposte. I populisti hanno capito la domanda, ma pure loro navigano un po’ a vista. Siamo sicuri che nel domani delle Greta Thunberg inciderà più la Co2 della globalizzazione?

Come voleva Hegel, la storia è prima tragedia e poi farsa. Pare di leggere la biografia della sinistra: dalla pedofagia sovietica alla pedofagia mediatica.