In memoria di Sebastiano Tusa, l’archeologo innamorato del mare

di Santi Cautela
11 Marzo 2019

Ammutoliti nel dolore. Queste le parole del Presidente Nello Musumeci che racchiudono il sentimento di cordoglio di una intera regione a cui stamattina si aggiunge l’Italia e la comunità scientifica intera. La morte del Professor Sebastiano Tusa, 66 anni, Assessore Regionale ai Beni Culturali da meno di un anno, avvenuta ieri mattina nello schianto dell’aereo dell’Ethiopian Airlines.

Toccante l’intervista di oggi sul Corriere alla moglie Patrizia, che parla di “presentimento” in riferimento alla mattinata della tragedia, poco prima di sapere, dalla Farnesina, la morte del marito. Insieme, ricorda la moglie, avevano qualche giorno fa assistito alla mostra sulla strage aerea di Ustica e avevano deciso di portarla a Palermo.

«Gli dicevo di rallentare. Lo scoraggiavo ad andare in Libia, nelle aree pericolose della Cirenaica. E lui tirava fuori la sua ironia: “Se mi sequestrano, prepara gli striscioni da appendere a piazza Politeama”. E dettava il testo: “Liberate il grande archeologo Tusa”. Ci ridevamo su. In questa casa dove non accadrà più».

Lo ricordano le opposizioni, Tusa non era un politico ma un archeologo di fama mondiale, come detto da Claudio Fava: «in pochi mesi abbiamo imparato ad apprezzare la capacità dell’assessore Tusa di imprimere un taglio di straordinaria professionalità alla gestione dei beni culturali della Sicilia. Un’opera in continuità con il suo infaticabile lavoro di studio e di ricerca. Per tutti noi una perdita grave».

«Se ne va un uomo di profonda cultura e di grandissimo spessore – commenta il capogruppo del Movimento 5 stelle, Francesco Cappello – con cui spesso abbiamo avuto modo di relazionarci in maniera cordiale e proficua. Una persona dalle indiscusse doti umane e istituzionali, era un siciliano che amava la sua terra e un amministratore capace di far apprezzare il valore della cultura. Le nostre condoglianze anche al governo regionale».

Il Pd per tramite del capogruppo Giuseppe Lupo ricorda Tusa come una “persona di grande valore umano e professionale.”

Micciché parla di “un uomo di profonda cultura che aveva fatto della sua domenica di riposo una qualsiasi altra giornata di lavoro, allo scopo di promuovere l’immagine della Sicilia all’estero” ricordando che Tusa si trovava in Africa per il suo ruolo di ambasciatore Unesco per la Sicilia e la sua bellezza.

Parole toccanti anche dal suo predecessore alla guida dell’Assessorato, Vittorio Sgarbi: “In pochi casi l’archeologo, lo scienziato si era fatto politico con tanta naturalezza, continuando a vedere le cose, la storia e il mondo senza calcoli e strategia, per amore della bellezza, per la certezza che il mondo antico in Sicilia era ancora vivo. Potevano risorgere sculture, rinascere kouroi, uscire Venere dall’acqua. E come vive la storia con noi, vive anche lui oltre la sua apparente fine”.

Tutti i gruppi politici lo hanno ricordato, dall’Udc di Eleonora Lo Curto che parla di “una persona di grande livello che abbiamo apprezzato e che si è fatta stimare per la competenza, la serietà, la generosità e la buona volontà, caratteristiche, queste, che rendono speciali gli uomini” alle parole commosse di Antonio Catalfamo, capogruppo di Fratelli d’Italia, che nel ricordare il lavoro a quattro mani su proposte di legge ed emendamenti, scrive che “la Sicilia perde uno dei suoi uomini migliori”.

Catalfamo ricorda anche le origini di Barcellona dell’Assessore scomparso, la madre, infatti, viene citata nel comunicato del Sindaco Roberto Materia : “sentimento di affetto oltre che di appartenenza per la madre, prof.ssa Aldina Cutroni Tusa, che ne era nativa e che, proprio lo scorso anno, é stata celebrata con la dedica di una piazza alla sua memoria.”

Ho sentito anche io l’Assessore Tusa parlare della sua infanzia a Barcellona, terra a cui era rimasto legato. Un uomo che amava parlare con tutti, innamorato della cultura, tanto da trasmettere una luce, la stessa di cui parla oggi Alberto Angela ricordando l’amico scomparso, incontrato spesso nelle sue trasmissioni.

Vedendolo passeggiare all’Ars dietro quegli occhialoni buffi, in molti sapevano del suo tumore al colon e ai polmoni: era riuscito a sconfiggerli ed era tornato a immergersi in quei siti archeologici che amava, sotto la superficie del mare. A lui si deve la creazione della Sovrintendenza del Mare e l’idea che i beni archeologici ritrovati sul fondale debbano essere valorizzati sul posto.

Nella sua azione politica da grande conoscitore della materia, proprio dai siti archeologici era ripartito, portando a cinque i parchi in Sicilia: dopo la Valle dei Templi anche Naxos e Taormina, Selinunte e Cave di Cusa, Segesta e Pantelleria. Sedici ne restano ancora da istituire, per completare il progetto avviato dall’archeologo.

E poi il restyling per Cava d’Ispica e Camarina, entrambi in provincia di Ragusa, per i quali erano stati predisposti lavori per sei milioni di euro. Fondi attraverso i quali Tusa ha predisposto l’ampliamento delle aree visitabili dai turisti, i nuovi sentieri e le vie di collegamento tra i monumenti, al fianco di un nuovo allestimento multimediale del museo archeologico di Camarina e di un restyling degli spazi espositivi.

Tusa aveva anche lavorato a un disegno di legge di semplificazione delle procedure autorizzative in tema di paesaggio, presentato lo scorso novembre. Il testo consentirà di adeguare la legislazione regionale alle norme dello Stato che individuano gli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata.

Ma soprattutto, sotto la supervisione di Tusa, in Sicilia sono ripartiti, dopo dieci anni, gli scavi archeologici e i loro restauri. La Regione Siciliana ha finanziato, infatti, otto cantieri nelle province di Palermo, Catania, Agrigento, Trapani, Enna, Ragusa e Messina, per un totale di 500 mila euro.

Un impegno riconosciuto in maniera trasversale da tutte le forza politiche e dal mondo della cultura, se ne va un un uomo mite, discreto e umile ma con un gran cuore per la cultura e la storia. Un siciliano scomparso nel mondo ricordando la bellezza della sua terra, entrerà per sempre nella storia della sua Magna Grecia.