Il suicidio della politica autoreferenziale

di Simone D,Aversa
5 Maggio 2020

La politica oggi è sempre di più autoreferenziale e non ascolta le esigenze del cittadino. Questo atteggiamento di chiusura nei palazzi del potere fa male ad un attività nobile come la politica. In un periodo storico dove le decisioni vengono prese su una piattaforma internet e dove l’antipolitica più becera si diffonde a macchia d’olio, l’unica soluzione a questa crisi è l’ascolto.

Ogni azienda virtuosa si basa sull’ascolto, l’ascolto ci permette di capire gli errori commessi e ci permette di migliorare le nostre attività. Gran parte della classe dirigente italiana parla a se stessa, senza capire che il popolo non li capisce, senza capire che le esigenze sono altre. I rappresentanti delle istituzioni devo imparare ad essere più umani, ammettere gli errori e chiedere scusa, nel caso si commetta un errore.

Questa frattura forte tra politica e cittadino porterà ad odio politico e rivolte di piazza. Finché la politica non tornerà a capire quanto costa un “litro di latte”, “un litro di benzina” ed “una retta di asilo nido” come minimizzò Salvini contro il ministro dell’economia Padoan. Manca il contatto con la piazza, i banchetti per ascoltare in maniera diretta i cittadini e gli elettori sono sempre meno.

La chiusura delle sezioni ha portato a partiti sempre più personali, con una leadership forte ed un elettorato del leader, che non ascolta più le segreterie del territorio rendendo il voto sempre meno polarizzato. Qualche comizio in più e qualche diretta sui social in meno farebbe bene al rapporto umano con militanti e simpatizzanti.

In un momento storico dove, secondo alcuni, l’unico aspetto da curare è la propria pagina Facebook la politica deve guidare il cuore degli italiani guardandoli negli occhi e ascoltando le rivendicazioni popolari.

La politica dovrebbe utilizzare meno i social e riempire le piazze italiane, magari con qualche stretta di mano in più e qualche mi piace di meno. L’utilizzo dei social è fondamentale, in una società Sempre più veloce e dinamica, allo stesso non può essere l’unico strumento, ma un supporto delle attività reali.

Non possiamo accettare che la politica si nasconda dentro le stanze del potere a dividersi quel che resta di una delle nazioni più importanti al mondo. La politica deve stare attenta, che questo sentimento di antipolitica può aumentare e distruggere un sistema che non è più rappresentativo della gente comune.

Il contatto con gli elettori deve essere costante, non si può pensare di fare politica a tre mesi dal voto per guadagnare il consenso facendo le promesse più assurde. I mercati, non quello nel senso figurato, e le piazze devono tornare ad essere luoghi di incontro e confronto.

Come può un Potere che non rappresenta più le persone essere un punto di riferimento per il Popolo? Dobbiamo tornare a parlare di politica, prendendo posizioni anche impopolari ma ascoltando e spiegando ai cittadini le motivazioni di queste scelte.