“GIUFA. Vita, Opere e Miracoli di Giuseppe Fabi” a Monselice fino al 4 dicembre

di Paolo Martocchia
1 Novembre 2016

GiufaMonselice e Parma unite da un pittore-poeta-vignettista: Giuseppe Fabi. Conosciuto nel mondo dell’arte e dei giornali con lo pseudonimo di Giufa, nel centenario della nascita il Comune di Monselice gli dedica una mostra dal titolo: “GIUFA. Vita, Opere e Miracoli di Giuseppe Fabi”, a cura dell’Associazione Culturale Scenari Armonici di Parma e con il patrocinio e il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Monselice. Chi era Giufa? Nacque il 31 ottobre 1916 a Monselice, da padre parmigiano (Umberto, ferroviere in servizio presso la stazione monselicense) e madre di Portogruaro (Margherita Michielon). Trascorsi gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza in Veneto, nel 1934 consegue il diploma di Capo d’Arte Decorativa presso l’Istituto d’Arte di Parma, diventando disegnatore. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, che lo vede coinvolto come Comandante di Plotone sul fronte greco-albanese e poi prigioniero dei tedeschi fino al termine del conflitto, rientra a Parma e si sposa con una ragazza dell’Appennino parmense, Nella Calzi, dalla quale avrà due figli: Umberto (1960) e Margherita (1966). Lavora come disegnatore progettista presso vignetta10l’Ufficio Tecnico degli Ospedali Riuniti di Parma e collabora con la Gazzetta di Parma ed altri giornali minori in qualità di narratore, vignettista ed enigmista per oltre vent’anni. Nel 1978 è nominato presidente del Premio Nazionale di Pittura indetto dal Circolo Culturale “La Ruota” di Parma e nei dieci anni successivi si adopera come illustratore per la locale Parrocchia di S. Evasio, insegnando inoltre educazione artistica ai giovani, dai quali è chiamato familiarmente “Il Prof”. Muore a Reggio Emilia il 5 marzo 1988 ed è sepolto presso il Cimitero della Villetta in Parma. Con la mostra si riporta alla luce l’intero corpus delle opere di Fabi, esponendo lavori che testimoniano l’assoluta versatilità dell’artista. Paesaggi, ritratti familiari, vignette ed opere a tematica religiosa permettono di ripercorrere la vita dell’autore cresciuto in terra emiliana ma rimasto sempre profondamente legato alle sue origini monselicensi. La mostra si tiene presso Villa Pisani di Monselice ed è visitabile fino al 4 dicembre prossimo.