• 11/11 @ 13:04, RT @francescogiub: Domani mattina dalle ore 8 sarò su La7 a Omnibus per commentare i principali fatti di attualità politica 🇮🇹 #Omnibus #om…
  • 07/11 @ 11:29, RT @ferrante_dbn: @nazione_futura organizza a #Torino un #convegno dibattito sul tema del #globalismo e #sovranismo interverranno @DiegoFus…
  • 05/11 @ 21:09, RT @francescogiub: Domani mattina dalle 9 sarò ad Agorà su Rai3, tema della puntata la #sicurezza 🇮🇹@agorarai
  • 02/11 @ 09:11, RT @francescogiub: In prima pagina su @ilmessaggeroit @ajello63 riprende proposta che ho lanciato su @ilgiornale del 4 novembre festa nazi…
  • 01/11 @ 16:48, RT @OmnibusLa7: Domani dalle 8 @Gia_Passarelli @francescogiub @claudiafusani @elisacalessi @amadori @alessandroamad5 ospiti di @Penna74 #o…
  • 31/10 @ 10:44, RT @francescogiub: Il #4novembre torni ad essere festività nazionale, serve una valorizzazione dei simboli patri italiani lo propongo oggi…

Complottismo al potere

Daniele Dell'Orco di Daniele Dell'Orco, in Attualità, del

Mercoledì sera un tentativo da parte del ministro del Lavoro Luigi Di Maio di bloccare il condono fiscale, una norma non particolarmente gradita al Movimento 5 Stelle, si è trasformato in un bizzarro e imbarazzante incidente che ha messo in crisi le relazioni interne alla maggioranza. Secondo Di Maio – capo del partito di maggioranza relativa in Parlamento e al governo – qualcuno avrebbe manomesso il testo del decreto fiscale e ampliato di nascosto le maglie del condono, subito prima che il testo venisse spedito al presidente della Repubblica. Di Maio ha rivolto questa accusa gravissima a Porta a Porta, e ha aggiunto che avrebbe presentato una denuncia in procura. Anche se non è stata nominata esplicitamente, la Lega, per cui un condono più ampio possibile è un punto irrinunciabile, è stata immediatamente tra i primi sospettati.

Nei minuti immediatamente successivi alla dichiarazione di Di Maio la sua ricostruzione è stata smentita da tutte le persone e gli enti coinvolti. La presidenza della Repubblica ha detto addirittura di non aver ricevuto alcun decreto. Dirigenti dei ministeri e sottosegretari hanno smentito qualsiasi modifica del decreto affermando che il testo in circolazione corrisponde a quello uscito dal Consiglio dei ministri. Persino fonti vicine alla presidenza del Consiglio, e quindi in teoria alleate del Movimento 5 Stelle, hanno detto che l’intera vicenda è frutto di un equivoco.

A questo punto è necessario porsi una domanda: Di Maio c’è o ci fa? Rispedendo al mittente la solita invettiva per cui sul suo curriculum ci sarebbe come unica competenza quella di aver venduto qualche Coca-Cola al San Paolo, si provi a postulare che la  sua sia una fine strategia comunicativa.

Di Maio, insomma, dovrebbe sapere benissimo il processo di funzionamento dell’approvazione dei decreti, che sono leggi approvati direttamente dal governo e che entrano in vigore dopo la firma del Presidente della Repubblica e dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale (il Parlamento a quel punto ha 60 giorni per confermarlo – dopo averlo eventualmente modificato – prima che decada automaticamente). Ora, proprio per ovviare alle, diciamo così, inesperienze dei politici di ultimissima generazione, è diventata prassi comune quella di scrivere un testo in Consiglio dei ministri parecchio “spurio”. In questo modo, il premier con i relativi ministri può spiegare alla stampa e alla collettività il contenuto del decreto a grandi linee, mentre dei tecnici si occupano di riscriverlo “in bella”. Soltanto quando la scrittura del decreto viene terminata, il decreto passa per un controllo finale alla Ragioneria generale dello Stato e al Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi. A questo punto il testo torna all’ufficio del presidente del Consiglio, non certo affidato a “manine” varie, che lo invia al presidente della Repubblica per la firma.

Postulando dunque che Di Maio sia al corrente di tutto questo, e che sia al corrente del fatto che dal 15 ottobre ad oggi il testo sia ancora in mano ai tecnici, può essere ipotizzabile che la sua sia una manovra politica per rendere l’opinione pubblica partecipe di un braccio di ferro interno alla maggioranza, con la Lega intenzionata ad inserire il condono fiscale nel decreto e i grillini ad inaugurare una caccia alle streghe per sollevare pubblicamente la questione. La reazione interdetta di Di Maio alla smentita del Quirinale, in questo senso, è piuttosto evocativa: “Allora basterà rimuovere il condono e siamo apposto”. Purché la Lega sia d’accordo.

Ciò detto, il punto focale della questione però è: che tipo di affidabilità può trasparire da una simile strategia politica? Come può un vicepremier “atipico”, poiché di fatto un premier ombra, denunciare presunte interferenze in una trasmissione tv di prima serata?

 

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco è nato nel 1989. Laureato in di Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze dell'informazione, della comunicazione e dell'editoria nel medesimo ateneo. Dirige le testate online Cultora.it e Nazione Futura.it. È collaboratore del quotidiano Libero e del sito Sporteconomy.it, ed è stato editorialista de La Voce di Romagna. Nel 2013 ha pubblicato il libro “Nicola Bombacci. Tra Lenin e Mussolini” e l’ebook “Rita Levi Montalcini – La vita e le scoperte della più grande scienziata italiana” (entrambi editi da Historica), mentre nel 2017 sono usciti in libreria "Non chiamateli Kamikaze" (Giubilei Regnani Editore) e "Città del Messico" (Historica). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell'attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Cultora © 2018, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy