Bonus Psicologo? Primo passo ma bisogna andare oltre

di Nausica Cangini
3 Gennaio 2023

La pandemia mondiale di Covid-19 e le misure messe in atto per contenerla hanno portato ad un aumento delle richieste di intervento in ambito di salute mentale in Italia. La risposta pubblica, già in precedenza carente, ha visto aumentare del 40% la domanda di accesso alle cure, ma una persona su tre non ha le risorse finanziarie necessarie per poter accedere ad una terapia. Il Bonus Psicologo, intorno al quale si è sviluppato un forte interesse, risulta essere sicuramente una prima risposta all’aumento di domanda da parte dei cittadini. La salute mentale è fondamentale nell’esistenza di un essere umano e ha ricadute nell’intera collettività, è un tema che non si può eludere e che deve essere al centro delle politiche sanitarie e della politica in generale, alla stregua di quello fisico.

Tuttavia seppur questo rimborso è un passo contro i pregiudizi, la poca attenzione e gli scarsi finanziamenti presenta luci e ombre. Innanzitutto trattandosi sempre di un rimborso massimo che varia in base all’Isee, abbassandosi mano a mano che l’Isee di chi lo richiede si alza, questo potrebbe prevedere l’impossibilità ad un certo punto per il paziente di proseguire con la terapia, non rientrando magari per poco nei parametri. C’è anche da aggiungere che un paziente che accede al percorso per un problema così detto “secondario” potrebbe poi presentare un disturbo più severo alla base, non trattabile con il numero di incontri possibili; questo non toglie che il primo accesso possa essere una possibilità, ma sarebbe anche necessario prevedere dei corridoi di continuità, anche sul territorio per le persone che necessitano di prosecuzione di trattamento. Inoltre la cifra di rimborso è stata calcolata tenendo conto delle tariffe minime di mercato per ogni seduta di psicoterapia, la tariffa che si aggira attorno ai 50 euro, non è però la tariffa media applicata dagli psicoterapeuti in tutto il territorio italiano.

Ad esempio a Roma, la tariffa media è di circa euro 80 euro, pertanto le sedute  che si potrebbero coprire risulterebbero minori. E’ pur vero e va ricordato che i professionisti ai quali ci si potrà rivolgere dovranno essersi regolarmente iscritti ad un portale di cui avranno accettato le condizioni, ma questo comporterà anche, che psicoterapeuti magari maggiormente affermati e che potrebbero trattare situazioni più complesse, verosimilmente non aderiranno. Si ritiene oltretutto fondamentale, che ci sia un monitoraggio dell’iniziativa, in quanto in questo periodo storico ci sono molti psicologi che propongono ai loro clienti una “Terapia Psicologica” senza essere legittimati all’esercizio della psicoterapia come previsto dall’art. 3 della legge 56/1989. 

Il bonus prevede che ci si possa rivolgere agli specialisti privati iscritti regolarmente all’albo degli psicoterapeuti, tuttavia per tutelare il paziente si ritiene fondamentale che lo stato vigili sulle declinazioni. Ad esempio il bonus psicologo della Regione Lazio, declinato su un target delicato come quello dei giovani di età compresa tra i 6 e 21 anni non ha tenuto conto di questa importante differenziazione di competenze, dando la possibilità anche a psicologici, non psicoterapeuti, di aderire.

I requisiti professionali minimi sono infatti : essere regolarmente iscritti all’Albo degli Psicologi del Lazio; risultare in possesso di partita IVA, codice ATECO 86.90.30, da almeno 3 anni; dichiarare sotto la propria responsabilità di essere in possesso di specifica formazione o esperienza maturata nell’ambito oggetto del conferimento dell’incarico; impegnarsi a non effettuare ulteriori visite private a pagamento o a richiedere contributi economici o a stabilire rapporti professionali diversi con le persone beneficiarie del provvedimento o loro familiari nel corso della erogazione delle prestazioni previste dal voucher ed esercitare l’attività professionale presso il proprio studio, studi associati, strutture sanitarie private accreditate dalla Regione Lazio.

In un’età così delicata che abbraccia in alcune fasce specifiche anche la possibilità di esordio di diagnosi rilevanti, per le quali la competenza strutturata è fondamentale, anche solo per una fase di assessment puntuale, come si può lasciare accesso a chi non ha una preparazione che possa rispondere adeguatamente alla domanda clinica? Risulta essere sempre più necessario fare ordine e chiarezza soprattutto ai possibili pazienti di quelle che sono le competenze specifiche dello psicoterapeuta, per evitare che vengano confuse con altre figure diverse.

Lo psicoterapeuta oltre ad avere l’iscrizione all’albo degli psicologi o medici deve seguire un corso di specializzazione almeno quadriennale in psicoterapia come previsto dall’art. 3 della legge sopracitata. Luci e ombre, sulle quali si chiede al governo di rispondere, illuminando le aree buie.